Privacy: maggiore tutela per i fruitori del mercato del lavoro su Internet

Privacy: maggiore tutela per i fruitori del mercato del lavoro su Internet

Redazione

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Biancamaria Consales

É quanto chiede il Garante per la privacy che ha vietato ad una società l’uso dei dati personali di oltre 400 mila aspiranti lavoratori raccolti e gestiti in modo illecito.

Dunque, maggiore trasparenza e correttezza nel mercato del lavoro via Internet. Nella fattispecie, la società che svolgeva attività di intermediazione attraverso il proprio sito web senza la prescritta autorizzazione ministeriale, non aveva neppure conferito, come necessario, i dati dei candidati a Cliclavoro, il portale del Ministero del lavoro che costituisce la Borsa continua nazionale del lavoro.  L’azienda raggiunta dal divieto del Garante non si limitava a mettere a disposizione una mera bacheca digitale, attraverso cui venivano rese pubbliche le offerte di lavoro e le candidature, ma offriva veri e propri servizi di intermediazione, quali la consultazione di un database con centinaia di migliaia di curricula, ulteriori informazioni sui candidati, invio di offerte di lavoro personalizzate, ecc.).

L’intervento del Garante si è reso necessario a seguito di segnalazioni che lamentavano irregolarità nel trattamento dei dati personali, in quanto gli stessi candidati denunciavano il fatto che per poter completare la procedura di registrazione al sito e concorrere così alle offerte di lavoro erano obbligati a dare il consenso, tramite un’opzione preselezionata, alla ricezione di informazioni promozionali per posta, telefono, email, sms.

Alla luce delle verifiche svolte il Garante, oltre ad vietare l’utilizzo dei dati raccolti in assenza di autorizzazione, ha dichiarato illeciti tali trattamenti, in quanto effettuati in violazione della norma del Codice della privacy che garantisce a chiunque la possibilità di esprimere un consenso libero e informato per ogni tipo di operazione che la società intende svolgere.

Dunque, a seguito dell’intervento del Garante, la società in questione non potrà più utilizzare le informazioni raccolte né per attività di intermediazione né per attività promozionali. I dati dovranno essere, tuttavia, custoditi per un’eventuale tutela dei diritti in sede giudiziaria e/o per l’acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria.

 

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