Prestito su ipoteca casa: le novità sul “mutuo al contrario”

Prestito su ipoteca casa: le novità sul “mutuo al contrario”

Redazione

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Da oggi è ancora più semplice ricevere soldi freschi in cambio dell’ipoteca sulla propria casa. Mercoledì 6 maggio 2015 è la data in cui entra ufficialmente in vigore la nuova legge sul prestito vitalizio ipotecario, come disciplinato dalla legge 44/2015.

Tratto da LeggiOggi.it

La previsione normativa denominata “Modifica all’articolo 11-quaterdecies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, in materia di disciplina del prestito vitalizio ipotecario” ha introdotto diverse e interessanti novità per chi abbia intenzione di accedere a questa opportunità di finanziamento.

 

Quali sono le novità

Le sfere su cui la legge promulgata lo scorso 2 aprile 2015 va a incidere sono essenzialmente due: da una parte si rende più agevole ai privati ultrasessantenni l’accesso al servizio finanziario, a differenza dei vantaggi fino a ieri riservati agli over 65, con rassicurazione agli eredi di non dover versare più del dovuto rispetto al valore di commercio. Dall’altra, invece, si assicurano garanzie più ampie agli istituti di credito e le garanzie a tutela del prestito assicurato sull’abitazione.

Ma la novità sicuramente più gradita ai privati è senza dubbio l‘esenzione da imposte di bollo, di registro, catastali e ipotecarie, nonché dalle tasse in relazione a concessioni governative.

 

Chi sono i destinatari

Tutti i cittadini, specie quelli con più di 60 anni compiuti, possono accedere allo strumento del “mutuo inverso”, cioè concedendo alla banca una proprietà immobiliare come pegno, che consentirà l’apertura da parte dell’ente finanziario di un’ipoteca sull’edificio proposto dal cliente.

In ragione del valore di mercato attribuito all’immobile, la banca concederà una liquidità che oscilla tra il 15% e il 55% della stima commerciale effettuata sulla casa, e che dipenderà, in ultima analisi, anche dall’anzianità del privato. Quanto più elevata sarà l’età del cliente, infatti, tanto più le concessioni bancarie saranno destinate a crescere poiché l’istituto potrà confidare su una più rapida estinzione del debito contratto.

In questo senso, figure chiave dell’accordo tra banca e proprietario dell’immobile saranno gli eredi che, a seguito del decesso del contraente, potranno decidere liberamente se saldare il dovuto alla banca oppure concedere la passaggio dell’immobile all’istituto di credito, il quale si farà carico della vendita dell’edificio e, una volta portata a termine, tratterrà il dovuto inizialmente prestato e concederà la quota in eccesso agli eredi, al netto di spese e interessi.

 

Interesse. Così come per i mutui, il tasso d’interesse può essere scelto se fisso, misto o variabile. A differenza della vecchia normativa, però, ora non saranno più calcolati gli interessi ogni singolo anno. Sarà infatti possibile definire di concerto con l’ente di credito un rimborso progressivo con relativo calmiere stabilito dal valore commerciale dell’immobile.

La banca, dal canto suo, è tutelata in diversi casi dalla nuova normativa, a cominciare dalla morte del cliente proprietario, per passare al trasferimento di proprietà o di diritti di godimento dell’immobile interessato.

Per il completamento dell’iter, ora si attende solo l’ultimo decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 


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