Pensione anticipata: incentivi per le imprese che finanziano l’Ape

Pensione anticipata: incentivi per le imprese che finanziano l’Ape

di Redazione

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Con la nuova Legge di Stabilità 2017 arriveranno degli incentivi fiscali per le imprese che finanzieranno l’anticipo pensionistico Ape per i propri dipendenti più anziani. L’ha anticipato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso di un forum della Cassa di previdenza dei ragionieri a Milano. Pronto quindi un piano per rendere più appetibile e conveniente l’Ape per tutti, datori di lavoro e dipendenti.

 

Anticipo pensionistico: quando è pagato dalle imprese?

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L’Ape, o anticipo pensionistico, permette a tutti i lavoratori di andare in pensione a 63 anni grazie a un prestito bancario che dovrà essere restituito a rate nel corso di vent’anni. Tranne nel caso di cittadini che percepiscono redditi molto bassi, sono disoccupati senza ammortizzatori sociali o vivono in condizioni di grossa difficoltà economica, l’anticipo dovrà essere restituito (compresa l’assicurazione di premorienza) dal lavoratore e non dallo Stato.

È qui, spiega il Ministro Poletti, che potrebbero intervenire le imprese. Il datore di lavoro potrebbe infatti aiutare il dipendente a sostenere i costi dell’anticipo pensionistico in cambio di un incentivo fiscale concesso dallo Stato.

 

Come funzionerà il finanziamento delle imprese?

Ma cosa dovrà fare, nel concreto, l’impresa per aiutare il lavoratore e usufruire dell’incentivo fiscale?

Stando a quanto anticipato, il datore di lavoro può sostenere i costi dell’Ape “attraverso un versamento all’Inps di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita” dal dipendente prima della cessazione del rapporto di lavoro. Resta ferma la possibilità di stipulare nuovi accordi collettivi che prevedano un aumento della pensione che vada a compensare gli oneri relativi alla concessione dell’anticipo.

 

Cosa prevedeva la Legge Fornero?

La possibilità da parte dell’impresa di intervenire direttamente sul turnover dei dipendenti e sostenere la flessibilità in uscita dei lavoratori più anziani introdurrebbe una rilevante alternativa a quanto previsto dalla Legge Fornero.

In base alla Legge Fornero, infatti, “l’esodo dei lavoratori più anziani” poteva essere incentivato dall’impegno da parte dell’impresa a corrispondere ai dipendenti una prestazione pari al normale importo della pensione che spetterebbe loro, fino al raggiungimento dei requisiti minimi per l’effettivo pensionamento. Questa misura vale solo per i lavoratori che raggiungono l’età di pensionamento nei quattro anni successivi al versamento.

 

Una nuova possibilità per imprese e dipendenti

Il finanziamento dell’Ape, invece, interverrebbe in maniera più incisiva sul ricambio dei dipendenti e sarebbe ovviamente organizzato su base volontaria. Il nuovo anticipo pensionistico, ha commentato Poletti, potrebbe diventare una reale opportunità “per tutte le imprese che hanno interesse a costruire un processo di ringiovanimento”.

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