Pagamenti p.a.: al via il decreto sull’allentamento del patto

Pagamenti p.a.: al via il decreto sull’allentamento del patto

di Redazione

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Entro giugno i  primi 20 miliardi da destinare al pagamento dei debiti delle p.a. e altrettanti arriveranno entro il 2014

 

tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

 

Le Commissioni speciali di Camera e Senato, di fresca nomina, sono già al lavoro; il decreto sull’allentamento del patto di stabilità dovrebbe rispettare le previsioni per cui ci sarà tra martedì e mercoledì della settimana prossima mentre proseguono i summit tecnici.
L’intervento dell’Esecutivo dovrebbe articolarsi in due fasi: subito uno sblocco del 3% dei residui passivi nei bilanci degli enti locali; entro una ventina di giorni l’autorizzazione ad andare oltre quel tetto (per chi ha i soldi in cassa) oppure ad accedere (per chi non li ha) a un prestito agevolato finanziato dall’emissione di titoli di Stato.
Come confermato anche ieri durante gli incontri tecnici tra gli esperti di via XX Settembre e i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni il Governo è intenzionato a fare presto. E a chiudere entro giugno la partita sui primi 20 miliardi da destinare al pagamento dei debiti delle p.a.. Altrettanti ne arriveranno entro il 2014. Fermo restando – sottolineano dall’Economia – che la flessibilità dello 0,5% sull’indebitamento, concessa da Bruxelles e messa nero su bianco nella relazione sui saldi di finanza pubblica all’esame del Parlamento, varrà nei limiti dei debiti pregressi.

 
Il limite del 3% dei residui passivi
Una volta emanato il d.l., le regioni e gli enti locali potranno pagare immediatamente le fatture per crediti certi, liquidi ed esigibili, scaduti al 31 dicembre 2012 e dunque sforare il patto. Con un limite che potrebbe essere fissato al 3% dei residui passivi. Subito dopo si aprirebbe una fase due. Entro una ventina di giorni ogni amministrazione dovrà comunicare le sue esigenze effettive (cioè quanto serve ancora dopo il 3% già anticipato) sulla base delle fatture certificate e chiedere l’autorizzazione al Tesoro a liberare dal Patto l’importo corrispondente.
In questa seconda fase, gli enti potranno anche comunicare l’eventuale esigenza in termini di liquidità per cui chiedono l’accesso al prestito agevolato (in 30 anni e al 3%) che sarà previsto dal d.l. Uno strumento a cui potranno accedere anche le Regioni che saranno autorizzate a sforare il loro tetto alla spesa corrente e che verrebbe finanziato con l’emissione di titoli di Stato.
A tornare a sollecitare lo sblocco immediato dei pagamenti, senza dilazioni e con procedure semplificate e compensazioni, sono le associazioni imprenditoriali, a partire da Confindustria, Rete Imprese Italia e Confagricoltura, e Abi che mercoledì hanno incontrato il Garante Pmi, Giuseppe Tripoli. Il Garante ha evidenziato che a febbraio i pagamenti hanno segnato un -2,8% rispetto al 2012. Giovedì mattina il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, sarà ascoltato dalle Commissioni speciali di Camera e Senato, in seduta congiunta, sulla relazione del Governo, così come i ministri Enzo Moavero Milanesi e i rappresentanti di Bankitalia e Istat. Già ieri le Commissioni hanno avviato la discussione sul “dossier” con l’obiettivo di consentire alle due Camere di dare l’ok il 2 aprile. Dopo il Pd, anche Antonio Azzollini (Pdl) suggerisce di dare priorità allo sblocco dei pagamenti a livello locale.
Sulla questione dei debiti p.a. il Movimento 5 Stelle continua ad avere una posizione autonoma, ieri i senatori grillini si sono riuniti al Senato per elaborare la risoluzione da presentare in aula la prossima settimana. L’intenzione non è quella di fermare i finanziamenti ma quella di formare una corsia d’emergenza a vantaggio delle imprese rispetto agli istituti di credito. A maggior ragione se l’importo da destinare alle banche dovesse risultare, come sembra, esiguo.
Per il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, lo sblocco dei crediti della pubblica amministrazione “può aiutare” le imprese, ma “sarebbe solo uno degli strumenti per risolvere la situazione, non l’unico”. Ad affermarlo è stato lo stesso Giovannini nel corso della presentazione di ieri dei i dati dell’Istituto di statistica su fatturato e ordinativi delle aziende.

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