Ordinanza - L'art. 702 bis cpc in una decisione di merito

Ordinanza – L’art. 702 bis cpc in una decisione di merito

Porfilio Mariarosaria

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IL CASO GIURIDICO

Proposto ricorso ex art. 702 bis cpc, il resistente – convenuto, costituendosi in cancelleria, eccepisce, in rito:

a) la nullità del decreto di comparizione parti per omessa indicazione del termine di costituzione al resistente – convenuto da parte del GI;

b) inammissibilità del ricorso ex art. 702 bis cpc per “evidente e manifesta mancanza dei presupposti di legge”;

c) inammissibilità del ricorso ex art. 702 bis cpc per “mancato assolvimento dell’onere probatorio a suo carico”.

IL PROVVEDIMENTO GIURISDIZIONALE

Tribunale di Brindisi

Sezione Distaccata di Fasano

Il GOT, avv. Mariarosaria Porfilio, GI,

sciogliendo la riserva che precede,

letti gli atti ed esaminati i documenti di causa,

osserva.

In ordine all’eccezione di nullità del decreto di fissazione di udienza reso dal GI, essa non è fondata.

Il resistente – convenuto ritiene che derivi nullità del decreto di fissazione di udienza reso dal GI per mancanza del prescritto avvertimento da rivolgersi a questi ex art. 702 bis, co. 4, cpc.

Il tenore letterale dell’invocata norma, tuttavia, recita altro.

E’ dato incontrovertibile che, nonostante le svariate leggi processuali succedutesi nel tempo, cui per brevità si rimanda, sul corpus del codice di rito, dell’ “avvertimento” è sempre stata onerata una parte nei confronti della o delle altra-e e giammai il giudice, il cui compito è, invece, quello di “assegnare” o “concedere” (si veda per tutti, in quest’iultimo caso, l’art. 183, co. 6, cpc come attualmente vigente) ad una o a più o a tutte le parti dei termini processuali.

Anche la legge n. 69

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