Militare invia whatsapp diffamatorio a collega: ok al disciplinare

di Biarella Laura, Avvocato, Giornalista Pubblicista, Docente
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Qui la sentenza: TAR Sardegna - sez. I - sentenza n. 174 del 14-03-2022

Legittima la sanzione disciplinare del rimprovero irrogata ad un militare per aver avviato un whatsapp evocante la condizione di inaffidabilità del contesto di servizio cui era stato destinato, ben potendo la comunicazione tra lo stesso e la collega essere impiegata dall’amministrazione per fondare la contestazione disciplinare, essendo stata proprio quest’ultima a renderla nota all’Amministrazione (Tar Sardegna, sez. I, 14 marzo 2022, n. 174).

Le opinioni sul datore espresse in chat

Nel rigettare il ricorso interposto da un militare destinatario della sanzione disciplinare del rimprovero, il Tar ha osservato che la Corte di Cassazione aveva già affrontato l’ipotesi della natura antigiuridica o meno, quale diffamazione, della condotta costituita dall’aver reso opinioni in una chat da parte di un lavoratore verso il datore di lavoro, al fine di valutarne la rilevanza o meno quale giusta causa di licenziamento, che richiede l’antigiuridicità della condotta, nell’ambito di un rapporto di lavoro privato. In primo luogo, l’orientamento prospettato dall’indirizzo della Corte di Cassazione citato, e posto a fondamento della difesa del militare, risulta minoritario, a dir del collegio amministrativo, nel panorama giurisprudenziale che si è occupato della possibile rilevanza della diffamazione, in quanto, così come rilevato in senso critico da diversi autori, il reato di diffamazione non presuppone affatto la divulgazione nell’ambiente sociale e, quindi, la pubblicità della comunicazione, bensì la mera comunicazione che può essere privata e pure riservata.

La posizione del Garante

Per i partecipanti alla conversazione non vige alcun divieto di rivelazione né di divulgazione, ferma restando, naturalmente, la responsabilità per l’eventuale diffamazione insita nella divulgazione (Cass. Pen., Sez. V, n. 40022/2014), poiché, analogamente a quanto avviene per la normale corrispondenza, non può essere considerata contrastante con la normativa sui dati personali l´eventuale successiva presa di conoscenza della e-mail da parte di soggetti estranei al circuito di posta elettronica, quando il messaggio non sia stato indebitamente acquisito da questi ultimi, ma agli stessi comunicato da parte di uno dei destinatari del messaggio medesimo (Parere del Garante per la protezione dei dati personali, 12 luglio 1999).

La rivelazione fatta dal lavoratore rileva in sede disciplinare

Il Tar ha inoltre rilevato, prendendo spunto dalla dottrina, che i principi di libertà e segretezza della corrispondenza, sanciti dall’art. 15 Costituzione, non sono invocabili se il datore di lavoro abbia conosciuto il contenuto della comunicazione per la rivelazione che il partecipante alla comunicazione ne abbia fatto: la militare partecipante alla conversazione, infatti, ne aveva reso noto il contenuto all’amministrazione. Una volta che l’amministrazione ha conosciuto il contenuto della conversazione, reso appunto pubblico dall’altra interlocutrice, non poteva non tenerne conto ai fini della valutazione, che le è propria, in merito alla rilevanza disciplinare delle affermazioni rese dal militare.

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Biarella Laura

Laureata cum laude presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, è Avvocato e Giornalista. È autrice di numerose monografie giuridiche e di un contemporary romance, e collabora, anche come editorialista, con redazioni e su banche dati giuridiche (tra le altre Altalex, Quotidiano Giuridico, NTPLus, 24OreAvvocato, AlVolante, InSella, Diritti e Risposte, Orizzonte Scuola, Fisco e Tasse, poliziamunicipale.it). Ha svolto le funzioni di membro aggiunto presso la Corte d’Appello di Perugia, ai sensi della L. n. 69/1963. Già “cultore della materia” presso Università degli Studi E Campus nelle cattedre di “diritto privato” e “diritto della conciliazione, della mediazione e dell’arbitrato”, è moderatrice e relatrice di convegni, docente presso corsi di formazione e corsi di preparazione all’esame di abilitazione di avvocato. E' stata professore a contratto di “Arbitrato” presso l’Università degli Studi E Campus, Master in ADR, sedi di Roma e Novedrate. E' stata membro del Comitato Scientifico del corso di preparazione dell’esame di avvocato Altalex. Ha svolto docenze di diritto e procedura civile presso la Scuola Forense dell'Ordine degli Avvocati di Perugia, ed ivi ha ricoperto il ruolo di Segretario del Comitato Scientifico. Svolge la funzione di Tutore legale presso il Tribunale dei Minorenni dell’Umbria. E' membro del Comitato di Redazione del mensile 24Ore Avvocato.


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