Manovra 2023: maggiore compensazione avvocati per gratuito patrocinio

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Nel disegno di legge di bilancio 2023, predisposto dal Governo, dall’anno entrante il limite di spesa annuo per la compensazione dei debiti degli avvocati, fino al 2022 pari a 10 milioni di euro, si eleverà a 40 milioni di euro annui.

     Indice

  1. Le modifiche proposte
  2. Effetti per i crediti vanatati dagli avvocati per gratuito patrocinio

1. Le modifiche proposte

Il disegno di legge di bilancio 2023, nella versione diffusa e datata 23 novembre 2022, all’art. 132 (Titolo XIII Giustizia, I Sezione), rubricato “Compensazione dei debiti degli avvocati” contempla modificazioni a due articoli:

  • all’articolo 1, comma 778, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni: al primo periodo, le parole «A decorrere dall’anno 2016,» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni dal 2016 al 2022», e dopo le parole «10 milioni di euro annui» sono inserite le seguenti: «e, a decorrere dall’anno 2023, entro il limite di spesa massimo di 40 milioni di euro annui»; dopo le parole «non ancora saldati,» sono inserite le seguenti: «per i quali non è stata proposta opposizione ai sensi dell’articolo 170 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115,», quindi le parole «per i dipendenti» sono soppresse, infine il terzo e il quarto periodo sono soppressi;
  • all’articolo 1, comma 779, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole «annui a decorrere dall’anno 2016» sono sostituite con «per ciascuno degli anni dal 2016 al 2022 e di 40 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023».

2. Effetti per i crediti vanatati dagli avvocati per gratuito patrocinio

Se la manovra dovesse essere approvata su tale proposta, dall’anno 2023, il limite di spesa annuo per la compensazione dei debiti degli avvocati, che oggi è pari a 10 milioni di euro, si eleverà a 40 milioni di euro annui. Il comma 778 dell’articolo 1, Legge n. 208/2015 disciplina, in particolare, la facoltà concessa agli avvocati di procedere a compensare i crediti per gratuito patrocinio. Per l’effetto delle modifiche proposte dal Governo, gli avvocati che vantano crediti insorti nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, per i quali non è stata proposta opposizione, potrebberlo compensarli con quanto dai medesimi dovuto per tasse e imposte, compresa l’imposta sul valore aggiunto (IVA), e i contributi previdenziali.

Avv. Biarella Laura

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