Liceità del tradimento per ripicca

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Tradire per ripicca è legale

A subire l’addebito è il coniuge che, attraverso il proprio comportamento contrario ai doveri del matrimonio, ha, per primo, reso intollerabile la convivenza e sia stato la causa della rottura dell’unione. Chi viola i principi del matrimonio agendo di conseguenza, attraverso il suo atteggiamento conferma la rilevanza della condotta dell’altro coniuge.

Il coniuge trova un’amante dopo avere scoperto il tradimento a proprio danno non subisce nessuna conseguenza e, se dovesse avere un reddito più basso, può anche chiedere il mantenimento. Lo ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con una sentenza dello scorso anno (Cass. Sent. numero 3318/17 dell’8.02.2017).

In Italia, tradire il marito o la moglie è illegale, esclusivamente a condizione che il matrimonio non fosse da prima, irrimediabilmente pregiudicato per altre ragioni.

Esempio:

Se un uomo va via di casa, abbandonando la moglie, e lei, dopo qualche mese, inizia un’altra relazione, il suo tradimento non le porterà nessuna condanna perché il suo atteggiamento non è altro che la conseguenza di una crisi sorta in precedenza.

Chi tradisce dimostrando che il proprio comportamento non è stato la causa della rottura, ma la conseguenza di una rottura irreversibile, non subisce l’addebito della separazione.

Alla luce di queste osservazioni si comprende perché è lecito il tradimento per ripicca, essendo la sua motivazione un tradimento subito dall’altro, al quale verrà addebitata la separazione e, se il suo reddito è superiore, dovrà pagare l’assegno di mantenimento.

Nel caso giudicato dagli Ermellini con la sentenza 3318/2017, al centro delle contestazioni c’erano degli “incontri” avuti da una moglie “con un altro uomo”, risultati avvenuti in epoca successiva alla scoperta del tradimento subito da parte del marito, alla scelta di lui di “abbandonare la casa coniugale” e al “deposito del ricorso per la separazione”.

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Giuseppe Cassano Già Docente di Istituzione di Diritto privato nell’Università LUISS di Roma, è Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Roma e Milano della European School of Economics. Studioso dei diritti della personalità, del diritto di famiglia e della responsabilità civile, dirige collane giuridiche per i principali editori giuridici. Ha al suo attivo oltre duecento pubblicazioni incentrate sulle figure emergenti del diritto, con particolare riferimento al nuovo impianto del danno non patrimoniale.

Ida Grimaldi Avvocato cassazionista, rappresentante istituzionale dell’avvocatura italiana, componente della Commissione Lavoro sul Diritto di Famiglia dell’Ordine Avvocati di Vicenza, nonché del Comitato di redazione della Rivista Giuridica “La Previdenza Forense”. Relatrice in numerosi convegni nazionali in materia di diritto di famiglia, contrattualistica, previdenza e assistenza forense. Autrice e curatrice di numerose pubblicazioni giuridiche per le principali Case Editrici.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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