Legge di stabilità, 3.700 emendamenti in Commissione Bilancio

Legge di stabilità, 3.700 emendamenti in Commissione Bilancio

Redazione

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Le proposte di modifica vanno dai fondi pensione al Tfr, dagli sgravi contributivi per i neoassunti ai fondi per gli ammortizzatori sociali, fino alle platee dei beneficiari dei bonus degli 80 euro e bonus bebè

Tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

Sono 3.700 gli emendamenti al d.d.l. stabilità arrivati in Commissione Bilancio alla Camera. Questo, secondo quanto riferisce il relatore Mauro Guerra (Pd), il dato ufficiale delle proposte emendative presentate.
Dal Pd sono arrivati 1030 emendamenti, da Ncd 140, 640 dalMovimento 5 stelle, 569 da Forza Italia, 379 dalla Lega, 120 da Scelta civica, 108 da Fratelli d’Italia, 269 da Sel, 31 dal gruppo Misto e 53 dalle commissioni.
La Commissione Bilancio della Camera si riunirà domani alle 12 per le ammissibilità degli emendamenti al d.d.l. stabilità (la cui scadenza è fissata alle 13 di domani). 
Il termine per i ricorsi è fissato alle 16 di martedì e alle 20,30 ci sarà la comunicazione degli esiti dei ricorsi. Alle 11,30 di mercoledì i gruppi dovranno fare i segnalati: il tetto per quelli dei gruppi dovrebbe essere di 500. Sommati a quelli delle commissioni, i segnalati dovrebbero arrivare a un massimo di mille. 
Di seguito, mercoledì alle 15, inizierà l’esame degli emendamenti al d.d.l. Bilancio e giovedì pomeriggio dovrebbe iniziare quello degli emendamenti alla stabilità. L’obiettivo della Commissione rimane quello di chiudere l’esame entro il 20 novembre.

Dal Tfr ai fondi pensione, le proposte di correzione sui temi più caldi

Dai fondi pensione al Tfr, dagli sgravi contributivi per i neoassunti ai fondi per gli ammortizzatori sociali, fino alle platee dei beneficiari dei bonus degli 80 euro  e del nuovo bonus bebè. per le famiglie meno abbienti. Poi Iva da portare al 4% anche per gli ebook, ecobonus al 65% per tutto il 2015 anche per gli interventi antisismici, cancellazione del taglio ai patronati, revisione delle norme sull’Irap per non penalizzare le Pmi, più fondi per la non autosufficienza e la Sla, e per la ricerca, e la “Local Tax”, sempre più quotata tra le nuove misure in entrata.

Le richieste di modifica al d.d.l. stabilità sono tantissime e tra le più diverse, ma, nonostante le aperture a modifiche ‘qualitative’ della manovra, e a correzioni che enfatizzino la sua portata ‘espansiva’, alcune richieste, come quelle sul bonus Irpef, hanno poche chance di essere accolte.

Intervenire sulla platea degli 80 euro legandola all’Isee o introducendo il quoziente familiare, si spiega, è operazione molto complessa, motivo per cui, tra l’altro, non è stato fatto finora. Inoltre, difficilmente si tratterebbe di una misura ‘a costo zero’, ma i saldi, questo è certo, non possono essere toccati. Diverso il discorso per il bonus alle neomamme, per cui i deputati chiedono di rivedere il tetto a 90mila euro a favore dei redditi più bassi. Una spinta forte al ritocco, insomma, che si sta valutando, anche se è troppo presto per una decisione, che andrà calibrata nel quadro complessivo dei ritocchi.

Nel ‘borsino’ dei ritocchi resta poco quotata anche la possibilità di aumentare le risorse per gli ammortizzatori, perché i margini disponibili già sono stati ampiamente utilizzati e nuovi interventi particolarmente onerosi avrebbero bisogno di ulteriori coperture difficili da reperire. Anche perché una correzione ‘costosa’ è quasi certa per alleggerire la tassazione sui fondi pensione (che adesso la manovra fa salire dall’11 al 21%), mentre ancora apertissima è la partita sulla Tfr – tema su cui sono arrivate richieste di revisione da tutti i partiti, sia per le ‘tasse ordinarie’ che si troverebbe a pagare chi opta per averlo in busta paga, sia per il rincaro sulla rivalutazione per chi lo mantiene a fine rapporto. Intanto il governo dovrebbe portare a casa in via definitiva già domani altri due decreti attuativi della delega fiscale.

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