Le ordinanze straordinarie di necessità ed urgenza nella normativa emergenziale

Le ordinanze straordinarie di necessità ed urgenza nella normativa emergenziale

di Laura Facondini, Dott.ssa

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Il DPCM del 18 ottobre 2020 prevede come misura per il contenimento dell’emergenza epidemiologica la possibilità di chiudere i luoghi dove si possono creare situazioni di assembramento ed in particolare contiene la seguente disposizione “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di asssembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti ed alle abitazioni private”.

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 Le ordinanze straordinarie di necessità ed urgenza

Le ordinanze straordinarie di necessità ed urgenza sono atti a contenuto atipico che la Pubblica Amministrazione può adottare per fronteggiare situazioni eccezionali e imprevedibili. Tali atti possono essere emanati sulla base di specifiche disposizioni legislative, anche in deroga a norme di rango primario, nel rispetto della Costituzione.

Il Testo Unico degli Enti Locali attribuisce al Sindaco tale potere di c.d di ordinanza. In particolare il Sindaco può adottare ordinanze contingibili ed urgenti per far fronte a situazioni espressamente individuate e direttamente incidenti sulla libertà personale dei cittadini. L’articolo 50, comma 5, Testo Unico Enti Locali prevede che “in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale”. Il successivo articolo 54, comma 4 dispone che “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

Il potere di adottare ordinanze di necessità ed urgenza è prevista, inoltre, in capo al Prefetto. In particolare, l’articolo 2 Testo Unico Pubblica Sicurezza prevede che il Prefetto “nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica”.

Ci sono, inoltre, ordinanze di necessità ed urgenze in materia di protezione civile. Nell’ambito del sistema di protezione civile, la legge prevede un particolare potere del Governo di dichiarare lo stato di emergenza, determinando durata ed estensione territoriale. Per fronteggiare tali eventi la legge consente l’utilizzo di mezzi e poteri straordinari. Ed è proprio in tale contesto normativo che si inseriscono diverse norme emanate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica.

Le ordinanze contingibili e urgenti come strumento utile per affrontare l’emergenza epidemiologica

Lo strumento che il Sindaco può utilizzare al fine di fronteggiare situazioni eccezionali e imprevedibili, sono le ordinanze contingibili ed urgenti, che, a seguito di un primo stop  da parte del legislatore dell’emergenza, pare oggi “nuovamente legittimato” all’emanazione degli strumenti che l’amministrazione può adottare per fronteggiare situazioni eccezionali ed imprevedibili. In particolare, nei primi stadi della decretazione d’urgenza veniva posto un freno al c.d. potere di ordinanza, in quanto si prevedeva il divieto da parte dei Sindaci di ricorrere allo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti per far fronte all’emergenza con misurepiù restrittive rispetto a quelle legislativamente imposte.

Con il DPCM del 18 ottobre 2020, invece, sembra essere riconosciuto il ruolo centrale dei poteri c.d. di ordinanza. Il DPCM 18 ottobre 2020 prevede come misura per il contenimento dell’emergenza epidemiologica la possibilità di chiudere i luoghi nei quali si creino assembramenti. Viene disposto che “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di asssembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti ed alle abitazioni private”.

Tale disposizione, in particolare, sembra rivolgersi ai Sindaci, come annunciato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Tali provvedimenti possono essere adottati dal Sindaco, in modo da adottare la misura più adeguata alla diversa realtà territoriale laddove emergano condizioni tali da portarne l’adozione.

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Laura Facondini

Laureata con Lode all’Università di Bologna con tesi in diritto processuale civile correlata in diritto processuale dell’Unione Europea, si specializza in Professioni Legali presso la SSPL E.Redenti e si abilitata all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna. Ha svolto collaborazioni scientifiche in Scuole di Formazione dedicate alla preparazione al concorso in magistratura e ha svolto tirocini formativi affiancando il magistrato affidatario nella redazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali. Svolge la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione come Istruttore Direttivo Amministrativo. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, servizi, privacy, gestione documentale e nuove tecnologie. Per Diritto.it è curatrice dell’area diritto amministrativo.


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