Le innovazione nel diritto di famiglia alla luce della riforma della giustizia

di Luca Giuseppe Gigliuto
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Indice

  1. L’innovazione nel diritto di famiglia alla luce della riforma della giustizia
  2. Il nuovo rito e i profili di utilità
  3. L’eventuale riorganizzazione strutturale degli uffici giudiziari
  4. I risvolti pratici dell’amministrazione della giustizia nel diritto di famiglia
  5. La riforma: un ridimensionamento per i giudici onorari?

1. Le innovazione nel diritto di famiglia alla luce della riforma della giustizia

Attraverso l’emanazione della legge n. 206 del 2021, con la quale si conferisce la delega al Governo (anche per ciò che attiene le misure di urgenza in ambito processuale), sono stati concepiti rilevanti profili di novità in materia di diritto di famiglia allo scopo di procedere al riordino di una cornice legislativa che, a tal proposito, è parsa piuttosto contraddistinta da aspetti di frammentarietà per i quali, il Parlamento, ha deciso di intervenire in tal senso. 

Più nel dettaglio, la legge de quo interviene secondo connotazioni meritevoli di approfondimento nell’ambito del dispiegamento dei rapporti familiari, basti pensare agli interventi di correzione in materia di negoziazione assistita ancorché alle modificazioni inerenti i criteri di ripartizione tra il tribunale ordinario e il tribunale per i minorenni, senza omettere di considerare le innovazioni riguardanti il curatore speciale del minore(1).

Ciononostante la portata dell’intervento riformatore in esame assume, peraltro, un’estensione ancora più larga là dove si facesse riferimento a quella parte della delega trasmessa all’esecutivo in cui si prevede la predisposizione di un rito unico recante l’insieme dei procedimenti destinati alle persone, alle famiglie e ai minori di età sia dinanzi al tribunale ordinario che al cospetto del tribunale per i minorenni.

2. Il nuovo rito e i profili di utilità

Sul versante eminentemente procedimentale la definizione di un rito unitario consentirà di garantire aspetti di maggiore efficienza in termini di utilità dell’azione in giudizio, salvaguardando di conseguenza l’inviolabilità avente ad oggetto la tutela dei diritti in conformità a quanto sancito dal dettato costituzionale a partire dall’art. 24.

Una delle maggiori criticità rilevate – che spinge il legislatore ad intervenire sul piano normativo – è la frammentazione delle liti che si sviluppano in ambito familiare che confluiscono secondo una molteplicità di procedure. Peraltro, la riforma dovrebbe risultare proficua per garantire un contingentamento dei tempi di amministrazione della giustizia, sulla scia dei termini assegnati ai tribunali e alla trattazione davanti al giudice monocratico(2); è opportuno sottolineare come la definizione delle nuove regole non determini una riduzione dei profili di tutela riconducibili al giusto processo, al quale, in ogni caso, ci si dovrà inevitabilmente conformare.

3. L’eventuale riorganizzazione strutturale degli uffici giudiziari 

Costituisce aspetto ulteriore, meritevole di considerazione, il possibile riordino che interesserà sotto il profilo della struttura la pianta organica degli uffici giudiziari in tale ambito. Ove il processo riformatore in atto non arresti la propria corsa sicché da giungere a compimento con l’entrata in vigore dei decreti delegati, nel 2025, si procederà ad un avvicendamento che segnerà la “trasformazione” del tribunale per i minorenni nel tribunale per le persone per i minorenni e per le famiglie, il quale, a tal proposito, sarà ritenuto competente rispetto all’insieme delle controversie che insistono nei confini familiari(3). Si tratta di una misura per certi versi dilagante, giacché il trasferimento dei contenzioni di cui sopra, riguarderà egualmente tanto le liti oggi assegnate al tribunale per i minorenni, quanto quelle che sono devolute invece al tribunale ordinario(4).

Ciò che si afferma esprime in buona sostanza la previsione di un nuovo sistema che, a regime, potrebbe realmente contribuire a superare le lentezze ataviche legate alla frammentazione dei processi riconducibili al medesimo minore.


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4. I risvolti pratici dell’amministrazione della giustizia nel diritto di famiglia

La previsione del nuovo tribunale concepito in aderenza al progetto riformatore di cui in discorso, risulta basato sulla presenza di una sezione presso ciascuna sede di tribunale e, per la stragrande maggioranza dei procedimenti, si procederà alla formulazione di una decisione in composizione monocratica. Vi sarà, inoltre, una sezione distrettuale all’interno delle sedi di Corte d’Appello, la quale, eserciterà i propri profili di competenza in materia penale minorile, di adozione e sorveglianza, sebbene estenderà l’esercizio delle funzioni ad esso spettanti persino come tribunale di seconda istanza con riferimento ai procedimenti di competenza delle sezioni circondariali(5).

5. La riforma: un ridimensionamento per i giudici onorari?

L’utilità di un progetto di riforma può manifestare la propria efficacia soltanto a regime sulla base dei report periodici che sarà possibile rilevare nell’ambito del contesto generale sul quale insiste l’idea riformatrice. Pertanto, ci si inserisce in una fase astratta di valutazione che, in quanto tale, permette tuttavia in via di principio di poter scorgere, rispettivamente, sia aspetti di favore che di criticità rispetto all’inverarsi della riforma suddetta.

In tale quadro l’elemento oggettivo che rileva, si sostanzia nell’emanazione di una norma – la legge delega n. 206 – la quale conduce al superamento di uno schema nell’ambito della giustizia minorile che trae origine nel lontano 1934(6); di conseguenza, si tratta di un modello non più all’avanguardia rispetto all’imposta evoluzione dei tempi soprattutto in relazione alle esigenze fondamentali di salvaguardia dei diritti delle persone, specie di quelli più deboli ed esposti.

Ciò che si afferma tiene conto, altresì, della posizione ricoperta dai giudici onorari che sembrerebbe essere restituita nell’alveo delle loro competenze di base, segnando un ridimensionamento della loro capacità di partecipazione ai collegi giudicanti ai soli procedimenti penali e di adozione(7), sicché da scongiurare il rilascio di deleghe a proposito dell’esercizio di funzioni spettanti tipicamente al giudice, basti pensare alle fasi concernenti la gestione dell’istruttoria o, ancora, l’audizione dei minori.

Si può evidenziare, in conclusione, come la “ratio” sottesa al concepimento della riforma che interessa il diritto di famiglia in relazione a taluni aspetti inerenti l’amministrazione della giustizia, abbia come scopo fondamentale quel bisogno di coniugare un incremento dei profili di specializzazione per garantire livelli di tutela dei diritti più marcati e decisivi(8).

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Note:

  1. Simeone A., Sapi G., Il nuovo processo per le famiglie e i minori, Milano, Giuffrè Francis Lefebvre, 2022
  2. Albiero M. G., Bertoli G., La riforma del giudice e del processo per le persone, i minori e le famiglie, Torino, Giappichelli, 2022
  3. Sassano F., La riforma della giustizia civile, Maggioli Editore, 2021
  4. Marzocca R., La riforma del processo delle famiglie, dei minorenni e delle persone, Piacenza, Editore La Tribuna, 2022
  5. Fidelbo G., Diritto penale della famiglia, Torino, Giappichelli-Linea Professionale, 2021
  6. Cecchella C., La riforma del giudice e del processo per le persone, i minori e le famiglie. Legge 26 novembre 2021, n. 206, Torino, Giappichelli, 2022
  7. Simeone A., Sapi G., op. cit.
  8. Costantino G., La riforma della giustizia civile. Prospettive di attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, Bari, Editore Cacucci, 2022

 


Raccolta Bibliografica

  1. Albiero M. G., Bertoli G., La riforma del giudice e del processo per le persone, i minori e le famiglie, Torino, Giappichelli, 2022;
  2. Cecchella C., La riforma del giudice e del processo per le persone, i minori e le famiglie. Legge 26 novembre 2021, n. 206, Torino, Giappichelli, 2022;
  3. Costantino G., La riforma della giustizia civile. Prospettive di attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, Bari, Editore Cacucci, 2022;
  4. Fidelbo G., Diritto penale della famiglia, Torino, Giappichelli-Linea Professionale, 2021;
  5. Marzocca R., La riforma del processo delle famiglie, dei minorenni e delle persone, Piacenza, Editore La Tribuna, 2022;
  6. Sassano F., La riforma della giustizia civile, Maggioli Editore, 2021;
  7. Simeone A., Sapi G., Il nuovo processo per le famiglie e i minori, Milano, Giuffrè Francis Lefebvre, 2022.

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Luca Giuseppe Gigliuto

Membro commissione di esame diritto privato e commerciale presso l'Università degli studi di Catania; Fondatore e responsabile scientifico del Centro Studi FareSapere in materie giuridico-economiche; Docente abilitato presso istituti scolastici pubblici e paritari; Formatore aziendale in materia di sicurezza e salute sul lavoro D.lgs. 81/08. Relatore in numerosi Convegni giuridici in diritto privato; Amministratore condominiale iscritto presso Confedilizia; Mediatore civile e commerciale; Arbitro presso organismi di conciliazione ADR.


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