Le conseguenze in sede legale del tradimento

Le conseguenze in sede legale del tradimento

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Quando due persone si sposano, decidono di contrarre un vincolo giuridico dal quale derivano diritti e doveri, tra i quali quello alla coabitazione, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia, alla fedeltà.

La violazione dell’obbligo di fedeltà rappresenta una delle principali cause di separazione.

Il coniuge tradito di solito si rivolge a un avvocato per chiedere la separazione personale, in alcuni casi con addebito.

Il tradimento non è esclusivamente un deplorevole fatto sociale, ma anche un evento che quando si verifica determina effetti giuridici.

Rappresenta una delle più palesi violazioni dei doveri che derivano dal matrimonio, e dal suo compimento può derivare la legittimazione a chiedere la separazione.

Il codice civile prevede la richiesta di separazione quando si verifichino fatti che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o che recano grave pregiudizio all’educazione della prole.

Il dovere di fedeltà coniugale

Questo obbligo non è legato esclusivamente alla sfera sessuale.

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, l’obbligo della fedeltà non deve essere inteso esclusivamente come astensione da relazioni extraconiugali, ma come impegno di ognuno dei coniugi di non tradire la reciproca fiducia oppure di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra loro ( Cass. sent. n. 15557/2008).

Secondo i giudici, il concetto di fedeltà va di pari passo con quello di lealtà, imponendo di sacrificare gli interessi e le scelte individuali di ognuno dei coniugi che siano in contrasto con gli impegni e le prospettive della vita comune.

Il tradimento nella sua forma classica di relazione o rapporto extraconiugale, è una delle possibili forme di violazione del dovere di fedeltà coniugale in capo alle parti.

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Il tradimento senza adulterio

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, anche un’infedeltà di carattere platonico giustifica la richiesta di separazione con addebito.

In un rapporto tra coniugi, la fedeltà affettiva è la componente di una fedeltà più ampia, che si traduce nell’obbligo di non ledere la dignità e il decoro del coniuge (Cass. sent. n. 15557/2008).

Anche una relazione non consumata può sortire questi effetti, e giustificherebbe l’addebito della separazione.

Secondo un’altra sentenza, le conseguenze legali sono sempre le stesse, vale a dire, legittimità della richiesta di separazione con addebito, anche se l’adulterio sia stato tentato ma non sia riuscito a causa del rifiuto da parte del terzo.

L’infedeltà di uno dei due coniugi può integrare la violazione dei doveri che derivano dal matrimonio anche se sia rimasta allo stadio di tentativo ( Cass. sent. n. 9472 del 07.09.1999).

Il tradimento senza conseguenze legali

L’adulterio giustifica l’addebito quando è la causa della crisi matrimoniale.

Se rappresenta una conseguenza della del matrimonio, dovrà essere il giudice a valutare le conseguenze legali del tradimento.

Secondo i giudici, al fine di pronunciare l’addebito in sede di separazione giudiziale, il tribunale deve valutare il comportamento di entrambi i coniugi nel corso della vita matrimoniale,

Un accertato adulterio del marito non basta a giustificare l’addebito in presenza di un atteggiamento dell’altro coniuge di disinteresse nei confronti della coppia e della prole (Trib. Napoli, sent. Del 03.04.1996).

La giurisprudenza dimostra di valutare la violazione dell’obbligo di fedeltà insieme alle conseguenze sul rapporto coniugale.

La pronuncia dell’addebito è giustificata  quando l’adulterio, reale o apparente, abbia contribuito in modo determinante a rendere intollerabile la convivenza tra i coniugi.

Adulterio e conseguenze legali

Il coniuge tradito può chiedere al giudice di dichiarare la separazione personale con addebito a carico del partner che ha commesso l’adulterio.

L’addebito è una specie di imputazione di responsabilità per la fine del matrimonio e il coniuge colpevole non può chiedere l’assegno di mantenimento anche se il suo reddito è più basso.

Al massimo gli spettano gli alimenti, un assegno di piccola entità che copra le esigenze primarie della vita quotidiana.

Al coniuge colpevole non spetta neanche l’eredità del coniuge separato se lo stesso muoia prima del divorzio.

Il tradimento e il risarcimento danni

Una delle conseguenze legali del tradimento può essere il risarcimento del danno a favore del coniuge che ha subito il tradimento.

La giurisprudenza in via eccezionale (Cass.ord. n. 4470 del 23.02.2018) ha riconosciuto la possibilità di chiedere un risarcimento per l’infedeltà quando lede la dignità e la reputazione del coniuge.

Ad esempio, nella circostanza di un tradimento noto alla collettività del quale il diretto interessato non sia a conoscenza, con conseguente pregiudizio sul piano sociale per lo stesso coniuge.

Il tradimento non è causa di risarcimento del danno a meno che le modalità con le quali è stato posto in essere determinino una lesione del diritto alla salute, alla dignità personale, al decoro, alla privacy del coniuge.

Ci possono essere molti esempi.

Non basta la lesione astratta di un diritto costituzionale, ad esempio, la dignità, è necessario dimostrare di avere subito un danno.

Il coniuge tradito dovrà provare, con certificati medici, di essere caduto in depressione, di avere perso giornate di lavoro, di avere rifiutato incontri con altre persone o di essere stato costretto a lasciare il luogo dove abitava prima.

Il tradimento può essere fonte di un risarcimento del danno non patrimoniale che va provato in modo molto rigoroso.

Risulta chiara la differenza tra il diritto al mantenimento, che il coniuge traditore perde nel caso di addebito, e il diritto al risarcimento che spetta alla parte che ha subito un grave pregiudizio dall’adulterio.

Il mantenimento serve a sostenere il coniuge con il reddito più basso, e può essere chiesto da chi non ha subito l’addebito, mentre chi lo ha ricevuto non lo può ottenere anche se non ha reddito o lo stesso è molto basso.

Il risarcimento del danno serve per reintegrare una lesione subita a causa del comportamento gravemente lesivo dell’ex.

Non basta il mancato rispetto degli obblighi legati al matrimonio perché si abbia risarcimento dei danni, è necessario che l’offesa sia particolarmente grave e ci sia la prova.

Il coniuge “traditore”, oltre a rischiare di perdere il diritto al mantenimento, potrebbe anche dovere  versare all’altra parte una somma di danaro in proporzione al pregiudizio, materiale e/o morale, subito in seguito al tradimento.

 

 

 

 

 

 

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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