Lavoro: mamme al lavoro fino al nono mese

Lavoro: mamme al lavoro fino al nono mese

Redazione

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Lo prevede il nuovo emendamento, presente all’interno del pacchetto dedicato alle politiche delle famiglia e approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Tra le diverse misure ricorrono: un bonus asili nido e giorni di congedo per i papà.

Le mamme lavoratrici potranno decidere di lavorare fino al parto e godere dei cinque mesi di maternità direttamente dopo la nascita del bambino, previa autorizzazione da parte del medico. E’ questa la novità prevista dall’emendamento del nuovo Governo contenuto nel pacchetto dedicato alle politiche delle famiglia e approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

La norma si pone come ipotesi alternativa a quanto già stabilito  dal vigente congedo maternità che vieta alle neomamme di lavorare durante i due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi al parto e durante i giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. La nuova proposta è stata così denominata ‘maternità agile‘.

La maternità agile

Le future mamme fino ad oggi erano obbligate a lasciare il lavoro un mese prima, con le modifiche previste alla legge, potranno invece lavorare fino al giorno del parto e usufruire dei cinque mesi di congedo dopo la nascita del figlio grazie alla cosiddetta “maternità agile” o “flessibilità del congedo di maternità“. Tutto ciò sarà possibile grazie ad un emendamento che ha passato l’esame della commissione Bilancio alla Camera.

Mediante l’autorizzazione del medico, le future mamme potranno lavorare fino al nono mese e così far decorrere i cinque mesi di congedo obbligatorio dopo la nascita del bambino. Il nuovo modello andrà a sostituire la vecchia normativa, la quale stabilisce che la sospensione dall’attività lavorativa nei due mesi prima del parto e nei 3 successivi o 1 mese prima e nei 4 successivi (maternità flessibile).

Gli altri periodi compresi nel congedo, riguardano il giorno del parto; l’eventuale periodo d’interdizione anticipata dell’Asl (gravidanza a rischio) o dell’ispettorato del lavoro (mansioni incompatibili); in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta e quella effettiva di parto; in caso di parto anticipato rispetto alla data presunta, i giorni non goduti prima del parto (cioè quelli di anticipo del parto). La data del parto, invece, e considerato un giorno a sè e deve essere computata nei cinque mesi di congedo.

Padri: avranno 5 giorni di congedo

L’emendamento non riguarda solo le mamme, ma anche i papà. Nel 2019 i papà, infatti, avranno diritto a 5 giorni di congedo per la nascita dei figli. Lo ha stabilito la commissione Bilancio della Camera che ha approvato un emendamento al ddl bilancio che proroga al prossimo anno la misura e aggiunge un giorno, rispetto al 2018.

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