L’attività consistente nell’uso non autorizzato di prodotti televisivi di terzi

di Redazione

L’attività consistente nell’uso non autorizzato di prodotti televisivi di terzi, finalizzata ad alimentare il proprio business pubblicitario e del tutto scollegata da attività strettamente giornalistica, integra gli estremi della concorrenza sleale parassitaria che erode la fetta di inserzionisti potenzialmente interessati alla vendita di spazi pubblicitari.

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