La vita di coppia quando la moglie non ha un lavoro

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Il sentimento sentimento dell’amore puro si basa sull’istinto e il desiderio di stare insieme.

Quando due persone lo sentono, decidono di intraprendere un percorso di vita  suggellandolo con la convivenza o il matrimonio.

Le leggi dell’attrazione si basano sulle affinità elettive che fanno in modo che la preferenza cada su una persona rispetto a un’altra,

Qualcuno è attratto da particolari caratteristiche fisiche, chi predilige determinati aspetti del carattere, e altri che vengono condizionati dalle cose che si hanno in comune.

Che cosa accadeva in passato

In passato la coppia era organizzata in modo diverso rispetto ai tempi attuali.

Nella maggioranza delle circostanze nessuna donna, a parte poche eccezioni, lavorava fuori casa e svolgeva la sua attività di massaia  tra le mura domestiche.

Era di sicuro un lavoro impegnativo e di grande importanza, in special modo in relazione all’accudimento dei figli, al quale non corrispondeva, e non corrisponde, nessuna forma di reddito.

Prima delle nozze la donna portava con sé la dote, una somma di denaro, gioielli, corredo o altri oggetti preziosi che dovevano costituire la base dell’unione, e spettava esclusivamente al marito il compito di portare i soldi a casa e di provvedere alla famiglia.

In molti nuclei familiari, era la donna che amministrava il denaro e lo destinava alle altre voci, potendo determinare in modo autonomo una somma necessaria alle sue spese personali.

In molti altri nuclei le mogli erano costrette a chiedere al marito dei soldi che spesso non ricevevano.

L’attualità è molto cambiata, ma nelle famiglie monoreddito viene spontaneo chiedersi quanto possa costare mantenere una moglie che non lavora.

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Le basi dell’equilibrio matrimoniale

L’amore di sicuro costituisce la base per ogni matrimonio, o almeno, si spera  che lo sia, però, si deve avere presente che oltre ai sentimenti sono necessarie le fondamenta sulle quali costruire negli anni un rapporto solido e duraturo.

Il periodo iniziale di una coppia coincide sempre con quello più bello, dove regna il romanticismo e ognuno cerca di sembrare migliore agli occhi dell’altro.

Con il passare degli anni, il rapporto diventa più serio e nascono le prime discussioni.

Quando si è vicini all’altare i contrasti possono nascere sulla cifra da spendere per il matrimonio, per la casa e per il resto, mentre con il passare del tempo, si fondano sulle abitudini e, di conseguenza, sui consumi, ad esempio se si vogliono mangiare determinati alimenti o si utilizzano più elettrodomestici allo stesso tempo, oppure si adora fare shopping.

Le spese familiari

In un matrimonio la realtà quotidiana è molto diversa dal fenomeno dei “due cuori e una capanna” e le spese che si devono sostenere per avere un perfetto equilibrio familiare, l’affitto, la spesa, le bollette, rappresentano alcune voci del conteggio mensile e non è facile fare  ritornare i conti, in particolare in quelle zone d’Italia nelle quali la qualità della vita è davvero alta.

La più accentuata preoccupazione si ha nelle famiglie monoreddito, sostenute da un’entrata economica che proviene da un unico componente,  e se non si percepiscano compensi importanti, gli stipendi medi italiani non sono sinonimo di porto sicuro.

Chi non ha una casa di proprietà, oppure deve pagare un mutuo, vive di sicuro nel disagio, perché i soldi dello stipendio subiscono una pesante riduzione.

Le utenze sono un’altra voce di spesa consistente, in particolare a seguito degli aumenti periodici.

Tra spese per la casa, le utenze e il resto non resta molto da destinare alle altre attività, e spesso si rinuncia alla palestra, ai trattamenti estetici e alle vacanze.

Alcune donne capiscono la difficoltà che la famiglia deve affrontare e cercano di risparmiare in ogni modo anche se non lavorano, mentre altre non vogliono rinunciare a niente.

Le spese indispensabili

In una famiglia disporre di un unico stipendio, soprattutto se non molto alto, è un inconveniente, perché le spese mensili sono molte.

Chi si trova ogni giorno in questa situazione cerca di agevolarsi dividendo le spese indispensabili da quelle superflue.

L’affitto è una spesa fissa che non dipende dal numero di coloro che occupano la casa, e il fatto che una moglie non lavori non rovina il bilancio familiare rivolto a questo consumo.

Altra voce di spesa sono le utenze, e anche in questo caso, se si confrontano preventivi e prezzi, si cerca di scegliere il contratto più vantaggioso, come il contratto telefonico flat che prevede un costo fisso mensile che non dipende dall’utilizzo.

La spesa alimentare se viene fatta con metodo consente di risparmiare.

Se ad esempio se viene fatta nei mercatini rionali all’orario di chiusura, quando gli esercenti mettono in offerta la merce residua, in gruppi di acquisto collettivo oppure nei discount.

I lavori che le donne svolgono senza percepire una retribuzione

Se una moglie non lavora e non ha pretese o vizi particolari, il suo mantenimento non risulta difficile perché è incluso nel sostentamento della famiglia nel suo complesso.

La moglie, nonostante non svolga un’attività lavorativa, con la sua attività svolta in casa di cucina, pulizia e accudimento dei figli, consente al marito di risparmiare molto denaro proprio perché si occupa di un aspetto che per la vita quotidiana è fondamentale, e che, anche se non produce reddito, consente di evitare spese eccessive.

Le donne che per una loro scelta oppure a causa della disoccupazione femminile sono casalinghe, svolgono un lavoro di grande responsabilità che molto spesso non viene riconosciuto pienamente, come meriterebbe.

Spesso succede che le donne lavoratrici, per la gravidanza oppure per questioni relative ai figli, siano costrette a dimettersi e, non molto volentieri, fanno le casalinghe perché in Italia il sistema del lavoro, soprattutto nel settore privatistico, tende ad escludere le neomamme.

Al contrario del Nord Europa dove ci sono asili nido, strutture e sovvenzioni che sostengono la maternità, in Italia gli asili comunali hanno posti limitati, quelli privati hanno costi non accessibili, oppure, non accessibili a chiunque, e non sempre le persone hanno la fortuna di avere nonni o parenti disposti a dare una mano, motivo per il quale, molte donne, loro malgrado, rinunciano alla carriera per amore della famiglia.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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