La valenza politica del controllo

La valenza politica del controllo

Sabetta Sergio

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         Le riforme previste dalla finanziaria 2007, in particolare nei commi 473, 666 seg. e 724, nonché il dibattito in corso sulla creazione di un organismo indipendente da istituirsi con la Carta delle autonomie, per monitorare la qualità dell’azione di governo degli enti locali e il rispetto del patto di stabilità interno, pone il problema del sussistere di una possibile effettiva indipendenza del controllo ed eventualmente per quale tipologia e in quale ambito.
         Attualmente in ambito nazionale vi sono controlli esterni quali la Corte dei conti e i revisori dei conti negli enti locali e controlli interni ai sensi del D. Lgs. 286/99 ( Controllo di gestione, Valutazione della dirigenza, valutazione e controllo strategico, controllo di regolarità amministrativa e contabile).
         Si parla pertanto di controlli burocratici e controlli manageriali, a seconda se il controllo tenda a garantire la funzionalità e l’esattezza dell’apparato amministrativo mediante il semplice rispetto di un sistema di norme predefinite in ambito politico, partendo dal presupposto che la domanda sociale è stata già ampiamente valutata precedentemente nell’ambito politico, oppure al contrario vi sia un modello amministrativo in cui il controllo assuma la funzione di sistema direzionale per strutture organizzative complesse e flessibili dovendo raccogliere informazioni sulle decisioni prese e le conseguenti operazioni effettuate al fine di permetterne la valutazione degli effetti.
         Vi sono pertanto vari tipi di approcci al sistema del controllo che la dottrina ha inteso classificare in quattro tipologie:
 
 
·        Approccio macroeconomico, in cui l’attenzione è concentrata sul controllo della spesa pubblica in termini aggregati, con particolare riferimento all’amministrazione centrale dello Stato. Questo approccio è usato per la definizione delle politiche pubbliche mediante il trasferimento dei fondi a cascata tra amministrazioni.
 
·        Approccio socio-politico, viene superato l’aspetto puramente finanziario concentrando le indagini sull’analisi dei bisogni espressi dai cittadini e sui livelli di soddisfazione raggiunti, secondo una concezione politica del consenso in rapporto agli equilibri economici.
 
·        Approccio giuridico, è indipendente dall’entità delle risorse impiegate e dai risultati effettivamente raggiunti, problematiche ritenute strettamente politiche. L’amministrazione è considerata qualcosa di autonomo, garante tra le parti e in particolare insensibile alle varie spinte politiche, se non a livello ministeriale centrale secondo una concezione weberiana.
 
·        Approccio economico-aziendale, si ritiene impossibile considerare la realtà amministrativa pubblica come qualcosa di omogeneo e unitario, in contrasto con l’evidenza empirica, anzi la si può considerare non desiderabile se si pensi alla vastità delle funzioni svolte e alla complessità dinamica sociale in atto. Il controllo assume una valenza economica e organizzativa in cui si raffrontano le risorse disponibili e gli obiettivi proposti dal potere politico, valutando la possibilità di conseguirli e il loro effettivo raggiungimento. Ai controlli interni si affiancano controlli indipendenti per la verifica e il rispetto delle procedure contabili ed extracontabili, nonché della congruenza tra comportamenti aziendali e risultati economici.
 
 
Se nell’approccio giuridico vi è come uno spazio tra politica e amministrazione in cui inserire un controllo tecnico che, seppure espressione di una cultura politica del suo tempo, è parzialmente indipendente dalle spinte politiche quotidiane e dagli interessi elettorali del momento, negli altri approcci il controllo viene ad inserirsi organicamente nel potere politico, quale tecnica per il controllo delle risorse utilizzate e dei risultati ottenuti, questo è tanto più evidente se solo si considerano i riflessi sulla determinazione delle risorse da trasferire ed impiegare, sulla bontà o eventuale correzione delle politiche adottate e la rilevazione della soddisfazione dell’utenza.
Non si può pertanto se non con una finzione negare la valenza politica di un tale controllo richiamandosi alla sua tecnicità, basta pensare al suo stretto rapporto con i vertici politici delle varie amministrazioni locali e nazionali. D’altronde la sua efficacia dipende dall’interesse della politica la quale è l’unica che può utilizzare praticamente le informazioni sia direttamente, in termini legislativi o di indirizzo, che indirettamente tramite la dirigenza oggetto dello spoil system.
Anche l’aspetto collaborativo degli apparati necessario per l’attuazione del sistema di controllo alla lunga non può che essere espressione di un disegno politico, altrimenti il tutto si ridurrebbe nella richiesta ripetitiva di dati poco significativi e/o nella progressiva resistenza delle strutture con un parallelo e contrario slittamento verso l’attività giurisdizionale delle procure, nella ricerca di una propria valenza di cui non si conosce la profondità e la durata.
Dobbiamo considerare che il controllo della destinazione dei flussi finanziari è essenziale ai fini del reggimento politico, pertanto solo un livello politico superiore può fornire il sostegno necessario al controllo se questi diventa conflittuale con un determinato livello politico, né le pressioni finanziarie derivanti dalla globalizzazione possono rendere indipendente il controllo in quanto interviene sempre l’aspetto della mediazione fra le forze economiche e sociali presenti nel tessuto della nazione e tale funzione è prettamente politica. Appare pertanto evidente la profonda differenza fra il controllo burocratico sui singoli atti in particolare per quelli relativi agli aspetti minori ed il controllo strategico in senso ampio.
 
 
Bibliografia
 
 
·        E. Borgonovi, Principi e sistemi aziendali per le amministrazioni pubbliche, Egea, 2005;
 
·        L. Hinna, Pubbliche amministrazioni: cambiamenti di scenario e strumenti di controllo interno, CEDAM, 2002;
 
·        F. Pizzati, L’accountability delle amministrazioni pubbliche, Egea,2003;
 
·        S. Sabetta, Dinamica strutturale, informazione e controllo, www. Diritto.it/materiali/amministrativo/sabetta1.html 
 
 

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