La querela di falso

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

 

La querela di falso è un procedimento giurisdizionale finalizzato a contestare la veridicità di un atto pubblico oppure di una scrittura privata riconosciuta.

 

È simile al giudizio di verificazione, ma, nonostante il nome, non ha nessun collegamento con la querela penale.

 

La falsità del documento è una discordanza tra la realtà e quello che appare dal documento stesso. Può investire sia il documento nella sua materialità estrinseca , sia il pensiero espresso con lo stesso.

Nel primo caso si ha falsità materiale che si può concretare nella contraffazione o nell’alterazione. Nel secondo caso si ha falsità ideologica, che consiste nell’enunciazione falsa del suo contenuto.

 

Non è relativa alle dichiarazioni di volontà che possono essere conformi o difformi alla volontà stessa e darebbe luogo al fenomeno della simulazione.

 

La falsità dei documenti interessa il processo civile esclusivamente in relazione all’attitudine che ha il documento falso di determinare nel giudice un falso convincimento e la conseguente necessità di eliminare questa fonte di errori.

Attraverso la querela di falso possono essere contestate le risultanze estrinseche dell’atto pubblico o della scrittura privata riconosciuta, autenticata o verificata.

Rispetto al giudizio di verificazione la querela di falso ha un oggetto più ampio, ed è relativa sia all’atto pubblico sia alla scrittura privata.

Ha efficacia erga omnes, vale a dire, davanti a chiunque, e può investire la scrittura privata sulla quale si sia svolto un giudizio di verificazione.

Si può proporre sia in via principale sia in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio sino a quando la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

La legge prevede la sospensione del processo per il caso che la querela sia proposta in pendenza di giudizio di primo grado, davanti al giudice di pace o in sede d’appello.

 

La querela deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità, e deve essere proposta personalmente dalla parte oppure a mezzo di procuratore speciale, con atto di citazione o con dichiarazione da unirsi al verbale d’udienza.

È obbligatoria la presenza nel processo del Pubblico Ministero.

 

Il procedimento

Il procedimento non può essere introdotto direttamente dal difensore munito di procura alle liti.

La parte lo deve a questo scopo costituire procuratore speciale per la proposizione della querela o deve dichiarare personalmente di volerla proporre.

È necessaria la presenza del pubblico ministero.

 

A decidere sulla querela di falso è sempre l’organo collegiale.

Se la sentenza respinge la domanda è prevista una menzione sull’originale del documento nonché la condanna della parte che ha proposto la querela a una pena pecuniaria.

 

In che modo si propone la querela di falso

 

La querela di falso si può proporre in via principale o in via incidentale.

La querela di falso in via principale si ha quando non è in corso nessun altro giudizio e si intende fare accertare la falsità del documento non ancora utilizzato in nessun altro giudizio.

 

La querela di falso in via incidentale si ha durante un altro procedimento in svolgimento nel quale è stato depositato il documento in contestazione.

 

La querela di falso può essere esperita in modo esclusivo contro una scrittura privata che non sia stata disconosciuta dal suo presunto autore.

In relazione a questo aspetto, si potrebbero ricordare quali siano le differenze tra querela di falso e disconoscimento di firma.

 

I tempi di proposizione della querela di falso

I tempi di proposizione della querela di falso rappresentano una questione di carattere principale.

Sapere quali siano, rappresenterebbe l’esatta comprensione dell’istituto in questione.

 

Siccome la querela di falso è lo strumento che la legge predispone per eliminare la possibilità che il giudice decida in modo sbagliato sulla base di un documento falso, ad esempio, un testamento olografo, un atto di compravendita oppure a un riconoscimento del debito, il termine ultimo che si deve rispettare per potere proporre una simile azione è rappresentato dall’emissione della sentenza che accerta in modo definitivo che il documento sia autentico.

 

Secondo la legge, la querela civile di falso, sia principale sia incidentale, può essere proposta in qualunque stato e grado del giudizio, sino a quando la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

 

La querela di falso non può più essere proposta contro quel documento, la quale verità sia stata dichiarata per sentenza irrevocabile in giudizio di falso civile e penale.

Scritto in altri termini, l’azione civile di falso è preclusa dalla pronuncia irrevocabile della sentenza di merito, che è intercorsa tra le stesse parti, che ha come presupposto la genuinità del documento. L’azione di falso ha carattere preventivo e la parte ha l’onere di reagire alla domanda che ha proposto l’avversario.

 

La legge preclude la querela di falso ogni volta che una sentenza, sia civile si  penale, abbia accertato con efficacia di giudicato, che esista un determinato diritto o una determinata situazione giuridica, in forza di una prova documentale che sia di rilievo per la decisione, e in modo implicito sia ritenuta genuina, non essendo stata proposta nessuna azione, principale o incidentale, di falso.

 

Esempi di termine di querela di falso

Tizio cita in giudizio Caio perché lo stesso gli paghi il danno che gli ha causato.

Caio si costituisce in giudizio e produce un documento firmato da Tizio nel quale si afferma che non è dovuto nessun risarcimento perché il danno è già stato pagato.

Tizio non disconosce la firma e il giudizio si conclude con la vittoria di Caio.

Quando la sentenza passa in giudicato, Tizio non potrà invocare più l’azione di falso.

 

Sempronio e Mevio sono fratelli e sono in causa per una questione ereditaria.

Entrambi impugnano il testamento perché ritengono che la quota di legittima che a loro spetta sia stata lesa.

La causa finisce e il giudice corrisponde a ognuno quello che spetta secondo la legge.

Molti anni dopo, Sempronio cita Mevio ritenendo che il testamento fosse falso e che a lui sarebbe spettato di più.

La querela di falso è tardiva perché la sentenza con la quale si stabiliva la divisione dell’eredità tra i due è diventata definitiva e in quel giudizio Sempronio non aveva contestato l’autenticità del testamento.

Volume consigliato

Le prove nel processo civile

Le prove nel processo civile

Maria Teresa Bartalena, Nicola Berardi, Alberto Caveri, Ludovica Ceretto, Antonio Faruzzi, Beatrice Galvan, Paolo Grandi, Enrico Lambiase, Marco Lauletta, Giovanna Maggia, Luca Magistretti, Daniele Merighetti, Massimo Moraglio, Gianluca Morretta, Maria Gr, 2020, Maggioli Editore

L’opera affronta i singoli mezzi di prova, tipici e atipici, analizzandone caratteristiche e valore, al fine di guidare il professionista nella scelta più corretta per sostenere la propria linea difensiva. La peculiarità del volume consiste nella trattazione della prova in relazione ai...



Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

concas-alessandra

Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto.it attraverso le nostre newsletter. 

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alle newsletter!