L’uso del metodo del Geomarketing nella pianificazione territoriale del controllo

L’uso del metodo del Geomarketing nella pianificazione territoriale del controllo

Sabetta Sergio

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         L’uso della tecnologia informatica permette di utilizzare tali strumenti in forma innovativa nella pianificazione e analisi del territorio, l’applicazione di specifici programmi ( GIS) all’impresa ha dato forma al Geomarketing congiungendo variabili economiche ai valori territoriali, sociali e demografici.
         Viene a superarsi l’analisi in termini strettamente “matematici” per giungere all’aspetto più propriamente “fisico” del territorio e delle organizzazioni che su di esso agiscono.
         L’analisi del territorio permette di tarare le decisioni strategiche dell’organizzazione per segmenti territoriali, indirizzando a livello operativo le singole unità dislocate sul territorio stesso, vi è in altri termini un’integrazione tra i dati “macro” del territorio con i dati “micro” del patrimonio informativo proprio dell’organizzazione. Si permette, quindi, la micronizzazione del controllo in termini di evoluzione e tendenza all’individualizzazione con un’analisi puntuale dei consumi, ponendo in tal modo in correlazione la spesa con le esigenze del territorio, non analizzando più la massa indistinta ma ambiti ridotti di aggregati di utenti secondo un’analisi strategica segmentata e differenziata.
         Non si pone più al centro la spesa di per se stessa ma solo in rapporto all’effettiva domanda proveniente dal territorio, le criticità che si individuano permettono un’analisi più circostanziata dei flussi economici che finalmente vengono calati nella realtà del quotidiano.
         Per effettuare tuttavia un’analisi completa occorre considerare :
 
– il quanto (come assorbimento e potenzialità del territorio),
 
– il come (l’importanza, la concentrazione e il ruolo degli operatori economici sul territorio ),
 
 – il noi (ossia le potenzialità dell’organizzazione rispetto alle due variabili precedenti),
 
         si ha in tal modo una possibilità potenzialmente oggettiva di selezionare e valutare gli ambiti di analisi, ragionando comunque su dati complessi ma interagenti.
         Si crea una visione sistemica in cui i dati tra loro eterogenei scoprono relazioni non note fra fenomeni non direttamente collegabili, creando una elevata profondità e omogeneità nei dati stessi. Dalle informazioni integrate si potranno così elaborare indici di rischio e matrici di priorità.
         Le mappe che si estraggono permettono di rendere visibili fenomeni altrimenti sfuggenti, se valutati su base esclusivamente finanziaria o strettamente economica, la pragmaticità acquista quindi un valore riconosciuto e considerato.
         Gli spunti che una tale tecnica permette di acquisire favoriscono una corretta valutazione dell’impegno delle singole unità operative, tanto delle organizzazioni controllate che dell’organizzazione addetta al controllo, naturalmente questo si risolve nella necessità di estese banche dati e programmi da gestire unitariamente.
 
 
Sergio Sabetta
 
 
 
Bibliografia
 
·        B. Busacca, L’analisi del consumatore, Egea 1990;
·        Esri Italia, Gis e cambiamento sociale del Nuovo Millennio, Atti del Convegno, 19/11/99, Roma;
·        Seat Spa, La segmentazione Geodemografica, Ed Seat, 1995;
·        E. Valdini, Marketing, Utet, 1995.

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