Incidenti stradali, se vai dall’avvocato paghi 500 euro di penale

di Redazione

In data 22 marzo 2016 l’AGCM ha avviato un procedimento nei confronti di una nota compagnia assicurativa, avente ad oggetto una clausola in base alla quale, se l’assicurato non affida la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati /procuratori legali e simili) l’impresa opera lo sconto del 3,5% sul premio annuo netto RCA; per contro, se l’assicurato viola tale impegno, l’impresa applica una penale di 500 euro. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ritenendo tale clausola vessatoria, ha aperto il procedimento di consultazione.

La clausola incriminata così recita: «Condizione Aggiuntiva RC Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica: Per i sinistri gestiti con la procedura di risarcimento diretto – CARD, l’assicurato si impegna a: – non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati /procuratori legali e simili); – ricorrere preliminarmente alla procedura di conciliazione paritetica se l’ammontare del danno non supera i 15.000 euro. In cambio di tale obbligo l’impresa opera lo sconto del 3,5% sul premio annuo netto RCA; per contro se l’assicurato viola il predetto impegno l’impresa applica una penale di 500 euro, da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, con il limite di quest’ultimo».

A parere dell’Autorità tale clausola «appare vessatoria ai sensi dell’articolo 33, comma 1 e comma 2, lettere f), e t), 34, comma 2, del Codice del Consumo in quanto tale da determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto».

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