Imposta sui servizi unificata, Governo vicino alla svolta

Imposta sui servizi unificata, Governo vicino alla svolta

Redazione

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L’obiettivo del Governo è il superamento dell’attuale regime Imu, in particolare per quel che riguarda l’abitazione principale. Si pensa a un unico prelievo legato ai servizi sul territorio. Oggi la cabina di regia

L’obiettivo confermato dallo stesso Presidente del Consiglio resta il superamento dell’attuale regime Imu, in particolare per quel che riguarda l’abitazione principale.
“L’Imu così com’era non ci sarà più”, dice Enrico Letta a Ballarò, ribadendo che è intenzione del Governo modificare l’attuale regime di tassazione sulla prima casa che ha provocato “danni al sistema economico” e, in particolare, all’edilizia. Alla richiesta di maggiori precisazioni sul superamento dell’imposta, il premier ripete, come altre volte, che “sulla prima casa l’impegno sarà a toglierla”, aggiungendo “così com’era”.
Ufficialmente non se ne dovrebbe parlare nell’incontro di maggioranza di oggi, dedicato invece alle modifiche al decreto sul lavoro, sia per quanto riguarda le coperture sia il merito dei provvedimenti. Ma è assai probabile che il tema degli immobili venga quanto meno accennato, se non altro perché il nodo delle risorse da trovare è trasversale ai vari dossier.

La proposta dell’Anci
Sul tavolo restano le varie ipotesi emerse nelle ultime settimane. La più semplice almeno dal punto di vista delle procedure è l’incremento dell’attuale detrazione per la prima casa: arrivare a 600 euro come ipotizzato in particolare dal Pd è comunque piuttosto oneroso. Ma il traguardo finale potrebbe essere qualcosa che somiglia alla proposta avanzata dai comuni: un unico prelievo legato ai servizi sul territorio, pur se con una componente specifica di tributo immobiliare.
Nella visione dell’Anci, il giusto mix si raggiungerebbe con un’incidenza simile di queste due componenti (intorno al 40 per cento ciascuna) più altre due quote del 10 per cento da far corrispondere rispettivamente ad una sorta di addizionale manovrabile ed all’importo dei trasferimenti perequativi. L’attuale Tares risulterebbe assorbita nel nuova forma di tassazione, come ipotizzato anche dal governo nel decreto che sospende la prima rata Imu. Con questa impostazione però sarebbero chiamati a contribuire non solo i proprietari degli immobili, ma anche coloro che li occupano ad altro titolo quali gli inquilini.

Gli sgravi per le imprese
Sul fronte delle imprese la scelta di un intervento in due tempi è stato confermato dallo stesso Ministro Saccomanni: la deducibilità dalle imposte sul reddito dell’Imu sugli immobili strumentali (capannoni e non solo) sarebbe rinviata al 2014. Le modalità sono ancora tutte da definire: attualmente l’Imu è del tutto indeducibile, mentre fino al 2008 la vecchia Ici andava ad alleggerire il peso dell’Irap.
L’altra partita che si gioca, e che entrerà nel vivo già oggi nel vertice di maggioranza a cui partecipano vari ministri tra cui Saccomanni, è quella sull’Iva. Per il Tesoro tocca alle forze politiche fare proposte alternative rispetto all’attuale schema, che prevede l’incremento degli anticipi Ires e Irpef quale compensazione per il rinvio dell’aumento dell’aliquota dell’imposta indiretta.
Tutti sulla carta sono favorevoli a interventi sulla spesa pubblica che però vanno precisati. L’armamentario a disposizione comprende anche la revisione di agevolazioni e regimi fiscali di favore: ma interventi di questo tipo portano di fatto ad un incremento del prelievo fiscale, pur se su categorie specifiche. Così come sarebbero un inasprimento ulteriori interventi sulle accise, come quelle di alcolici e tabacchi. Sono poi da definire eventuali ritocchi ai provvedimenti sul lavoro inclusi nel “decreto del fare”. Perplessità sono state avanzate ieri nel corso di un’audizione parlamentare dal rappresentante della Banca d’Italia, mentre il Pdl vorrebbe misure più incisive. Le decisioni prese oggi si dovranno trasformare in emendamenti al testo all’esame della Camera.

Il declassamento del nostro Paese da parte di S&P
A complicare la navigazione del Governo ci si è messa anche Standard & Poor’s, che nel motivare il downgrading del rating sovrano dell’Italia ha lanciato l’allarme sugli obiettivi di bilancio, “potenzialmente a rischio” a causa di un mancato gettito fiscale che deriverebbe dalla sospensione dell’Imu e dallo slittamento dell’incremento di aliquota Iva.
Proprio i temi al centro della riunione della Cabina di regia di oggi. Per la verità il Ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, continua a spargere ottimismo, convinto che tra la riunione odierna e quella prevista per la prossima settimana si troveranno “le soluzioni migliori per il Paese, d’intesa con la maggioranza”.

 

(tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

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