Il valore giuridico delle FAQ

di Laura Facondini, Dott.ssa

Il Consiglio di Stato, Adunanza della I Sezione del 16 giugno 2021, si pronuncia sul valore giuridico delle FAQ, chiarendo che queste sono sconosciute all’ordinamento giuridico e pertanto non possono essere assimilate a fonti del diritto.
Tuttavia, viene riconosciuto alle stesse un ruolo di carattere applicativo.

Leggi il parere del Consiglio di Stato

I fatti ad oggetto del giudizio

Nel caso di specie il ricorrente, escluso dal procedimento con cui è stato approvato l’elenco degli ammessi e dei non ammessi indetto dalla Regione nell’ambito del programma PAC riguardante misure di politica attiva per lo sviluppo di competenze digitali, deduce violazione e falsa applicazione della legge 241/1990, sottolineando diverse discrepanze in ordine all’avviso indetto e ad alcuni chiarimenti pubblicati dall’ente nelle FAQ.

In particolare, neppure la Sezione ravvisa alcun riferimento al requisito di ammissibilità considerato dalla Commissione di valutazione. Inoltre, la FAQ pubblicata dall’amministrazione procedente ha chiarito alcune disposizioni del bando e dato alcune indicazioni operative in senso opposto rispetto a quanto considerato invece dalla Commissione.

La normativa di riferimento

L’articolo 1 delle preleggi al Codice civile indica le fonti, stabilendo che sono fonti del diritto: le leggi; i regolamenti; gli usi.

Le fonti del diritto sono tutti gli atti o fatti che l’ordinamento giuridico qualifica come tali attribuendo loro il potere di produrre norme giuridiche. Si distingue nella classificazione delle fonti tra le fonti di produzione, ovvero fonti del diritto idonee a produrre norme, e fonti di cognizione, ovvero strumenti attraverso i quali venire a conoscenza delle fonti di produzione. Ulteriore distinzione, inoltre si ha tra fonti atto e fonti fatto. Le prime sono atti scritti espressione della volontà di un soggetto, ente o organo cui l’ordinamento attribuisce il potere di produrre norme giuridiche; le seconde sono comportamenti umani o fatti socialmente rilevanti cui l’ordinamento attribuisce valenza normativa.

Il valore giuridico delle FAQ: fonti del diritto o funzione prettamente pratica operativa?

Il Consiglio di Stato, Adunanza della I Sezione del 16 giugno 2021, si pronuncia sul valore giuridico delle FAQ.

In primo luogo, prende atto dell’ampio utilizzo da parte delle amministrazioni di tale strumento. Le FAQ sono una serie di risposte alle domande poste più di frequente dagli utilizzatori o dagli utenti di un servizio. In particolare, durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno conosciuto un impiego ancor maggiore e frequente. In tal modo, viene data risposta pubblica su un sito web a interrogativi ricorrenti, così da chiarire con efficacia erga omnes e pubblicamente le questioni poste con maggior frequenza, rispondendo ad esigenze di trasparenza ed economicità.

Tuttavia, occorre chiarire quale valore giuridico possa essere attribuito alle FAQ.

La Sezione chiarisce che le FAQ sono sconosciute all’ordinamento giuridico, non si ravvisano nell’articolo 1 delle preleggi al Codice civile e, pertanto, non possono essere assimilate a fonti del diritto. Le FAQ svolgono una funzione prettamente pratica-operativa e non possono essere assimilate a fonti del diritto, né primarie, né secondarie.  Le FAQ non possono essere considerate affini alle circolari in quanto non costituiscono obbligo interno per gli organi amministrativi e non costituiscono neppure atti di interpretazione autentica.

Tuttavia, la Sezione non nega la capacità delle FAQ di influire e condizionare i destinatari e soprattutto, l’affidamento che possono ingenerare in tali soggetti circa l’attendibilità e veridicità del contenuto.

Le FAQ, pertanto, pur nella loro atipicità si pongono in una posizione intermedia tra le disposizioni di carattere normativo generali ed astratte e il singolo esercizio della funzione amministrativa da parte della Pubblica Amministrazione nel concreto e nel caso specifico.

Chiarita la non vincolatività, le FAQ orientano i comportamenti degli interessati e non possono essere considerati tamquam non esset.

La sentenza

Il Consiglio di Stato, Adunanza della I Sezione del 16 giugno 2021 si pronuncia nel senso che, pur non avendo le FAQ carattere vincolante le risposte date dall’amministrazione contribuiscono a fornire un’utile indicazione di carattere applicativo in ordine alla ratio sottesa alle procedure e agli atti in corso di esame.

Nel caso oggetto di ricorso, la formulazione caotica del bando, l’ assenza di espressi divieti o cause di esclusione in seguito applicate dalla Commissione e le indicazioni contenute nelle FAQ hanno influenzato ed indirizzato la condotta del ricorrente, pertanto il Consiglio di Stato accoglie il ricorso.

 

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Laura Facondini

Laureata con Lode all’Università di Bologna con tesi in diritto processuale civile correlata in diritto processuale dell’Unione Europea, si specializza in Professioni Legali presso la SSPL E.Redenti e si abilitata all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna. Ha svolto collaborazioni scientifiche in Scuole di Formazione dedicate alla preparazione al concorso in magistratura e ha svolto tirocini formativi affiancando il magistrato affidatario nella redazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali. Svolge la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione come Istruttore Direttivo Amministrativo. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, servizi, privacy, gestione documentale e nuove tecnologie. Per Diritto.it è curatrice dell’area diritto amministrativo.


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