Il Tribunale di Trapani e il piano finanziario “4 you”.

Il Tribunale di Trapani e il piano finanziario “4 you”.

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Con sentenza depositata il 30 agosto 2007, il Tribunale di Trapani dichiara la nullità di due contratti aventi ad oggetto l’adesione al piano finanziario “4 you”.
La motivazione della sentenza prende le mosse dalla peculiare tipologia del prodotto in questione e dalle modalità con cui lo stesso viene pubblicizzato.
In proposito, i giudici trapanesi richiamano il provvedimento dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, n. 11792 del 2003, il quale evidenzia che il messaggio pubblicitario relativo al contratto “4 you” è idoneo ad indurre in errore gli utenti in ordine alle effettive caratteristiche del prodotto. Invero, il prodotto viene presentato come una sorta di piano di accumulo, volto alla realizzazione di un investimento.
In realtà, il risparmiatore sottoscrive, senza averne consapevolezza, un vero e proprio contratto di finanziamento, diretto all’acquisto del prodotto finanziario. La libertà di scelta del risparmiatore viene, in tal modo, condizionata, giacché questi non è posto nelle condizioni di percepire, esattamente ed immediatamente, la portata ed i rischi dell’operazione.
Muovendo da tali premesse, il Tribunale ritiene che la banca non abbia adempiuto alle regole di correttezza e trasparenza, nell’attività di intermediazione.
La non trasparenza deriva anche dalla nebulosità del contratto, dalla scarsa chiarezza di talune clausole, nonché dal richiamo a formule matematiche, di cui il risparmiatore dovrebbe valersi per calcolare l’importo dovuto, in caso di recesso dal contratto medesimo.
Alle regole di correttezza informativa e trasparenza, contenute nella disciplina in materia di intermediazione finanziaria, viene attribuita una valenza più ampia rispetto alle corrispondenti categorie civilistiche (artt. 1175 e 1176 C.C.), giacché esse operano non solo nell’ambito del rapporto tra il risparmiatore e l’intermediario, ma anche nel più generale contesto dei mercati finanziari.
In questa ottica, tali regole assumono il valore di “canone di condotta, volto a realizzare una reale competizione e a garantire l’integrità del mercato”, e vengono qualificate, dal Tribunale, in termini di norme imperative, la cui violazione determina la nullità dei contratti conclusi in loro spregio.
Avv. Gaia Matteini – Avv. Angela Testa

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