Il matrimonio dei minori

Il matrimonio dei minori

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Il matrimonio del minorenne viene considerato più un esempio scolastico che un’autentica questione di carattere giuridico.

Anche le gravidanze inattese vengono concepite in modo diverso rispetto al passato.

La donna si è liberata anche dal lato lavorativo e non sente più il bisogno di sposarsi per allontanarsi dal nucleo familiare.

La sua indipendenza le ha dato la forza e la capacità di godere delle gioie giovanili senza avere molti impegni, e anche l’uomo sembra attratto da queste modifiche.

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Quali sono le condizioni per sposarsi

Al fine di contrarre matrimonio la legge pone determinate condizioni.

La diversità di sesso

Le persone dello stesso sesso in Italia non si possono sposare.

Possono stringere un’unione civile, un istituto molto simile al matrimonio.

La maggiore età

In relazione a questa condizione, si deve sottolineare che in alcuni casi anche il minore può ottenere l’autorizzazione al matrimonio.

La capacità di intendere e di volere

In presenza di eccezioni, alcuni soggetti incapaci sono ammessi al matrimonio.

 

La libertà di stato

I futuri sposi non devono avere precedenti vincoli matrimoniali.

L’assenza di rapporti di parentela, affinità o adozione con la persona che si intende sposare

In alcuni casi si può ottenere l’autorizzazione al matrimonio.

I limiti che derivano da delitto

Non si può sposare il coniuge della persona che si è uccisa o che si è tentato di uccidere.

Il matrimonio del minorenne

Secondo la legge si può sposare esclusivamente chi ha compiuto la maggiore età, in Italia fissata nei 18 anni.

La regola vieta il matrimonio del minorenne.

Lo ha stabilito in modo esplicito l’articolo 84 del codice civile, secondo il quale i minorenni non possono contrarre matrimonio.

Nonostante il contenuto imperativo, la stessa norma pone delle eccezioni.

I minori che abbiano compiuto 16 anni, in presenza di gravi motivi, si possono sposare.

In presenza di simili circostanze,  si deve prima richiedere l’autorizzazione del tribunale, mentre non è necessaria l’autorizzazione dei genitori.

Il giudice accerta prima la maturità psico-fisica del minore e la fondatezza delle ragioni dallo stesso addotte, successivamente sente il parere del pubblico ministero, dei genitori o, al loro posto, del tutore.

Coloro che non hanno compiuto 16 anni non si possono sposare in nessuna circostanza.

I requisiti relativi all’età si applicano anche ai cittadini stranieri che volessero contrarre matrimonio in Italia, indipendentemente dalle consuetudini del loro Paese di origini.

Lo straniero che abbia compiuto 16 anni può contrarre matrimonio se oltre al nulla osta dello Stato di origine ha l’autorizzazione del tribunale italiano, mentre per il minore di 16 anni, in Italia la possibilità di sposarsi è esclusa, anche se la legge nazionale straniera lo consente.

Le modalità di richiesta dell’autorizzazione al matrimonio in presenza di minore età

Il minorenne può contrarre matrimonio esclusivamente in presenza di gravi motivi e se ha compiuto  16 anni.

Deve presentare un’istanza, in forma di ricorso, presso il tribunale dei minorenni della circoscrizione dove risiede.

Deve firmare l’istanza e non lo devono fare i suoi genitori o il tutore.

Se i futuri sposi sono entrambi minorenni e risiedono in Comuni di distretti diversi, si devono presentare ai due tribunali competenti due distinti ricorsi.

La procedura del matrimonio del minore

Quando si deposita l’istanza, il minore deve aspettare la decisione del tribunale.

Il giudice per i minorenni deve:

Accertare la maturità psico-fisica e verificare che il minore abbia raggiunto un livello di maturità che possa essere considerato uguale a quello di un diciottenne, in ordine all’assunzione dei diritti e dei doveri che derivano dal matrimonio.

Valutare la fondatezza dei gravi motivi che il minore porta.

I gravi motivi possono essere di diverso genere e relativi a inconvenienti di varia  natura (evitare disagi, sofferenze, diverse difficoltà) o a migliorare le sue condizioni di vita (soddisfare la seria aspirazione di fondare una famiglia “approvata” nell’ambiente sociale e costruita sulla vita comune, realizzare il desiderio, in caso di gravidanza, di dare al nascituro un ambiente familiare unito e stabile).

Durante il procedimento, il giudice deve sentire il pubblico ministero, i genitori o il tutore e può chiedere una opinione ai servizi sociali.

Il tribunale decide con decreto e se dovesse concedere l’autorizzazione, allo stesso tempo può nominare un curatore speciale che assista il minore sulla scelta del regime di comunione o separazione dei beni.

La figura del curatore subentra quando il minore non può essere assistito dai genitori che esercitano la responsabilità genitoriale o dal tutore, oppure quando tra questi e il minore ci sia un conflitto di interessi.

Entro dieci giorni dalla comunicazione del decreto si può presentare reclamo alla Corte d’Appello.

Il minore autorizzato alle nozze resta libero di ripensarci e di non sposarsi.

I gravi motivi del matrimonio del minore

Riportiamo di seguito dei casi decisi dalla giurisprudenza nei quali è stata accordata al minore l’autorizzazione a sposarsi.

Riconoscimento del figlio nato o che sta per nascere, quando si dimostra un comportamento equilibrato e responsabile.

Quando i nubendi convivono e hanno un lavoro e un figlio.

La convivenza more uxorio caratterizzata da un serio legame affettivo, in presenza dei presupposti di maturità psico-fisica del minore.

Il minore è esposto alle conseguenze negative che la convivenza more uxorio può comportare in un piccolo ambiente provinciale, dove le persone si conoscono e hanno importanza i valori della famiglia costituita in modo legittimo.

Il matrimonio è necessario per fare superare al minore pericolose esperienze vissute nella famiglia di origine.

Non è stata concessa l’autorizzazione per rimediare a condizioni di abitazione o di famiglia  precarie, come la conflittualità del nubendo con la famiglia di origine.

Lo stato di gravidanza, in assenza della maturità psico-fisica, non è sufficiente per ottenere l’autorizzazione a contrarre matrimonio.

Il minore che si sposa senza autorizzazione

Se un sacerdote o un ufficiale del Comune sposa un minore senza prima verificare se lo stesso ha ricevuto l’autorizzazione del tribunale minorile, il matrimonio può essere impugnato davanti al tribunale entro un anno da quando è iniziata la coabitazione.

L’azione può essere proposta:

Dal minore personalmente, ma non dopo più di un anno dal raggiungimento della maggiore età.

Dall’altro coniuge, indipendentemente dal fatto che fosse a conoscenza della minore età dell’altro.

Dai genitori, anche disgiuntamente, di entrambi i coniugi.

Dal pubblico ministero.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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