Il giudizio di non affidabilità nell'uso delle armi non può prescindere da una adeguata motivazione

Il giudizio di non affidabilità nell’uso delle armi non può prescindere da una adeguata motivazione

di Biamonte Alessandro, Referente Area Diritto Amministrativo

Qui la sentenza: Consiglio di Stato - sez. III - sentenza n. 4518 del 27-10-2016

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Consiglio di Stato, III sez., Pres. Lipari, Est. Lipari, 27.10.2016, n. 4518, *** (Avv. Alessandro BIAMONTE) contro U.T.G. – Prefettura di Brescia (Accoglie).

 

 

1. Il giudizio di non affidabilità e/o probabilità di abuso nell’uso delle armi, pur fondandosi legittimamente su considerazioni probabilistiche, non può prescindere da una adeguata motivazione che evidenzi le circostanze di fatto che attualmente farebbero ritenere il soggetto pericoloso o comunque capace di abusi.

 

2. L’Amministrazione ha un potere ampiamente discrezionale nel valutare con il massimo rigore qualsiasi elemento che consigli l’adozione del provvedimento di divieto o di revoca della detenzione dell’arma in quanto la misura restrittiva persegue la finalità di prevenire la commissione di reati e, in generale, di fatti lesivi della pubblica sicurezza, con la conseguenza che il detentore deve essere persona sempre esente da mende o da indizi negativi; è altrettanto vero, però, che può fare ciò solo sulla base di una istruttoria esaustiva e di una motivazione congrua e coerente che tenga conto degli elementi di fatto caratteristici della fattispecie, evidenziando quali siano le circostanze e il conseguente giudizio che l’hanno indotto a denegare il suddetto titolo (Cons. Stato, III sez., 12.6.2014, n. 3021).

 

3. E’ illegittimo il provvedimento di revoca di porto d’armi allorquando il complesso quadro delle evenienze fattuali, caratterizzato dall’assenza di condanne e soprattutto da un quadro indiziario privo di rilevanza in termini di pericolosità del soggetto e di abuso nell’uso delle armi (anche in considerazione dell’assenza di ipotesi di reato di allarme sociale), venga in rilievo per la sproporzione della misura irrogata rispetto ad esso e non sia neppure corroborato da una adeguata motivazione che ne dia contezza.

 

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Biamonte Alessandro

Avvocato cassazionista, ha maturato una esperienza ventennale nel campo del diritto amministrativo, dell'area giuspubblicistica e della tutela dei diritti fondamentali. Consulente di Pubbliche amministrazioni, imprese e privati in materia, docente di diritto processuale amministrativo presso l'Università degli Studi Europea di Roma – Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, attualmente insegna presso l'Università degli Studi Marconi di Roma e la Marconi International University approfondendo, nell'ambito del modulo di docenza del Corso di Alta Formazione in Management della sicurezza informatica, le tematiche normative legate alla cybersicurezza come obiettivo strategico nel contesto delle politiche di intelligence. Attualmente è altresì docente presso l'Università degli Studi Marconi di Roma nel corso di alta formazione universitaria in Data Protection Officer. Si occupa prevalentemente di diritto Amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, telecomunicazioni, urbanistica, espropriazioni per p.u., diritto delle nuove tecnologie. Ha dato vita, con docenti universitari e professionisti altamente specializzati del settore, a un innovation hub virtuale, che funga, anche per mezzo di un competence center, da motore propulsore e consulenziale nel sostegno alle realtà imprenditoriali nell'attuazione del piano "Impresa 4.0". Per Diritto.it è Referente dell'area di diritto amministrativo.


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