Gli alimenti tra familiari

Gli alimenti tra familiari

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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La legge, quando una persona si trova in condizioni economiche precarie e anche l’assegno sociale dello Stato non è sufficiente a soddisfare i suoi bisogni primari, può sempre chiedere, e in molti casi  esigere, gli alimenti dai familiari più stretti.

Il Legislatore ha concesso a coloro che si trovano in uno stato di bisogno incombente, la possibilità di ottenere un “assegno alimentare” in proporzione alle sue esigenze.

Sono tenuti a pagarlo i familiari in un preciso ordine, che è il seguente:

Il coniuge

In sua assenza, i figli

In loro assenza, i nipoti

In loro assenza, i genitori

In loro assenza, generi e nuore

In loro assenza, suocero e alla suocera

In loro assenza, fratelli e sorelle (germani o unilaterali).

Chi richiede gli alimenti a un obbligato in ordine successivo, deve dimostrare che gli obbligati di grado anteriore non hanno la possibilità economica di adempiere, interamente o in parte, alla loro obbligazione.

Se sono obbligate più persone nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, ognuna deve concorrere alla prestazione stessa in proporzione alle sue condizioni economiche.

Una persona che non è sposata e non ha figli, di conseguenza neanche nipoti, generi, nuore, suoceri e suocere, si deve rivolgere direttamente ai fratelli o sorelle, in modo che gli stessi siano tenuti a versare gli alimenti.

A questo fine è necessario che il richiedente dimostri:

di trovarsi in un reale stato di bisogno fisico e/o economico.

La situazione si verifica quando c’è un’assoluta impossibilità a provvedere alle esigenze fondamentali della vita, per assenza di un patrimonio e  per mancanza involontaria di un lavoro di non essere in grado di provvedere, interamente o in buona parte, al suo sostentamento.

L’ammontare degli alimenti

La legge per gli alimenti non fissa nessuna misura.

Il codice civile dice che il diritto agli alimenti è limitato al necessario per la vita di chi lo richiede, considerando la sua posizione sociale.

Gli alimenti devono essere innanzitutto rapportati alle condizioni economiche di chi li versa.

Si deve tenere conto dei bisogni del richiedente.

Di solito, però, si tratta di un contributo di poche centinaia di euro, rivolto a pagare i beni di stretta necessità.

Nel caso deciso dalla Cassazione è stato fissato un assegno mensile di 150 euro.

Negli alimenti rientra anche l’attività di assistenza e supporto al soggetto in stato di bisogno, in termini di presenza, compagnia, conforto e affetto.

Il supporto però si deve identificare in una prestazione concreta non potendo coincidere con una semplice presenza o custodia generica.

La giurisprudenza ha ammesso anche la rivalutazione dell’assegno alimentare a seguito dell’intervenuta svalutazione monetaria.

Chi deve somministrare gli alimenti può scegliere se farlo con assegno periodico o accogliendo e mantenendo a casa sua la persona che ne ha diritto, la quale non si può rifiutare, a pena di perdita degli alimenti.

La differenza tra alimenti e mantenimento 

La differenza tra alimenti e mantenimento, quello del marito verso la moglie o dei genitori verso i figli, è netta sia in termini quantitativi, nel senso che gli alimenti consistono in una somma molto inferiore rispetto al mantenimento, sia in termini di condizioni per l’assegnazione, gli alimenti scattano quando è a rischio la sopravvivenza, mentre per il mantenimento è sufficiente il rapporto di familiarità e l’impossibilità a procurarsi un proprio reddito).

Il mantenimento mira a soddisfare tutte le esigenze di vita del mantenuto, anche quelle non strettamente necessarie alla sopravvivenza (come invece gli alimenti) ed anche a prescindere dallo stato di bisogno.

Gli alimenti sono per sempre?

Se dopo l’assegnazione degli alimenti mutano le condizioni economiche di chi li somministra o di chi li riceve, il giudice provvede, a seconda delle circostanze, per la cessazione, la riduzione o l’aumento degli alimenti.

Lo stato di bisogno di fratelli o sorelle

Il caso deciso dalla Suprema Corte di Cassazione con un’ordinanza è molto utile per capire quando scattano gli alimenti tra fratelli e sorelle.

Il racconto della vicenda

Una donna si era dimessa di sua volontà dalla sua attività di collaboratrice domestica.

Percepiva un assegno dall’Inps di 526 euro e un contributo di 300 euro dal Comune.

Secondo i giudici, gli 856 euro erano sufficienti a determinare una situazione di difficoltà economica, legata soprattutto all’indisponibilità di un appartamento nel quale vivere.

I magistrati hanno ritenuto evidenti “i bisogni” della donna, vista la concomitante esigenza di sopportare l’onere del pagamento di un canone di locazione.

Hanno obbligato il fratello, anch’egli titolare di una pensione, a versare alla sorella 150 euro ogni mese a titolo di alimenti.

Come si ottengono gli alimenti

Per ottenere gli alimenti il soggetto che versa in stato di bisogno deve esercitare una causa in tribunale contro il soggetto al quale può chiedere gli alimenti.

Nel giudizio dovrà dimostrare la sua incapacità economica e lo stato di bisogno.

I fratelli germani e i fratelli unilaterali

All’inizio si è parlato di fratelli germani e fratelli unilaterali, riportiamo di seguito la differenza tra loro.

I fratelli che condividono entrambi i genitori sono detti fratelli carnali, germani o bilaterali.

I fratelli che hanno in comune un unico genitore sono detti unilaterali.

Nello specifico, i fratelli unilaterali che condividono il padre si dicono consanguinei, mentre quelli che condividono la madre si definiscono uterini.

Due fratelli si dicono adottivi quando sono stati adottati dalla stessa coppia adottante, ma hanno diversi genitori biologici, oppure quando uno è figlio biologico dei genitori adottanti dell’altro.

Si definiscono fratellastri due individui che condividono un genitore.

Il termine fratellastro è sinonimo di fratello unilaterale.

Si parla erroneamente di fratellastri anche quando uno dei genitori dell’uno ha sposato uno dei genitori dell’altro.

In realtà, in questo caso gli individui non sono neanche parenti e non si possono in nessun modo paragonare a “fratelli” né a “fratellastri”.

Fratelli di latte è una locuzione utilizzata per indicare coloro che sono stati allattati dalla stessa nutrice.

In alcuni casi, quando si ha un’amicizia molto profonda tra due persone, i due individui si possono identificare come fratelli, sorelle o come fratello e sorella, anche se questo non ha nessun valore a livello giuridico, ma esclusivamente a livello affettivo.

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