Giustizia: le proposte del CNF per la razionalizzazione del sistema giudiziario civile

Giustizia: le proposte del CNF per la razionalizzazione del sistema giudiziario civile

Redazione

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Anna Costagliola

In funzione della razionalizzazione del sistema giudiziario civile, il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha predisposto una serie di misure a costo zero per l’amministrazione statale che sono peraltro già oggetto di proposte di legge depositate in Parlamento. Tutti gli interventi proposti, che mirano anche a valorizzare l’apporto che l’Avvocatura può offrire in funzione sussidiaria, intendono rafforzare la risposta dello Stato alla domanda di giustizia dei cittadini per evitare la sua abdicazione alla funzione giudiziaria. Queste le proposte:

a) translatio judicii: l’istituto prevede la possibilità per le parti di una causa civile, anche pendente da tempo, di chiedere congiuntamente il trasferimento della causa dal Tribunale ad una Camera arbitrale istituita presso i Consigli degli Ordini forensi, con conseguente riduzione dei tempi di decisione e alleggerimento del carico degli uffici giudiziari. In questo modo gli Ordini forensi presso i quali sono costituite la Camere arbitrali in attuazione della legge forense contribuiscono, in una ottica di sussidiarietà, alla semplificazione della giurisdizione statale mettendo a disposizione uno strumento di soluzione alternativa delle controversie basato sulla volontà delle parti, con regole certe;

b) negoziazione assistita da un avvocato: si tratta di una procedura partecipativa nella quale le parti in conflitto, che non hanno adito il giudice o un arbitro intentando una causa, decidono di risolvere in via amichevole il conflitto, che riguarda diritti disponibili, assistiti dai propri legali. Lo svolgimento di questa procedura partecipativa, già prevista in Francia, rende improcedibile l’azione giudiziaria con lo stesso oggetto salvo azioni cautelari e urgenti. L’accordo raggiunto dalle parti con l’assistenza dei legali è omologato dal Tribunale;

c) camere arbitrali: la legge di riforma dell’ordinamento professionale forense (L. 247/2012) ha affidato al Ministero della Giustizia l’emanazione di un regolamento per la costituzione presso gli Ordini forensi sul territorio di Camere arbitrali e di conciliazione. A tal proposito, il CNF ha avanzato alcune proposte attuative della disposizione legislativa;

d) arretrato civile: per favorire la predisposizione di riforme organiche che partano dal presupposto che i diritti dei cittadini sono diritti e non beni di lusso, il CNF ha proposto di impegnare un folto numero di avvocati nello smaltimento dell’arretrato civile, tramite la redazione delle sentenze;

e) inserimento in pianta stabile dell’Avvocatura nell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia: il CNF ha già redatto una bozza di proposta di legge per la previsione della presenza obbligatoria di avvocati nell’ufficio legislativo del Ministero della giustizia, la cui professionalità ed esperienza è necessaria per la redazione delle norme. Attualmente la legge prevede la facoltà del Ministro di nominare avvocati, ma tale discrezionalità non viene mai esercitata. La bozza prevede che eventuali costi derivanti da tali nomine siano a carico del CNF stesso, e dunque senza oneri per lo Stato;

f) l’Avvocatura per i sistemi alternativi alla giurisdizione su base volontaria: gli Ordini forensi hanno già costituito 122 Organismi di conciliazione e 16 Camere arbitrali. Un buon risultato, con margini di ulteriore miglioramento in vista dell’organizzazione di un servizio ramificato sul territorio con garanzia di preparazione, qualità e celerità di risposte ai cittadini.

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