Giustizia: l’OUA chiede al Ministro della Giustizia di varare urgentemente il decreto correttivo sui parametri per la determinazione dei compensi degli avvocati

di Redazione

Anna Costagliola

Nell’assemblea dei Delegati dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), tenutasi lo scorso fine settimana, è stato approvato un deliberato con cui si richiede l’intervento urgente del Ministero della Giustizia e del Consiglio Nazionale Forense (CNF) per dare il via libera al decreto correttivo dei parametri dei compensi degli avvocati, concordato già nello scorso novembre con l’OUA e le Associazioni Forensi.

Appare evidente la viva preoccupazione espressa dall’OUA per l’impasse venutosi a creare in ordine all’approvazione del decreto ministeriale correttivo del D.M. 140/2012, emanato dal Ministro della Giustizia in ottemperanza all’art. 9, co. 2, del D.L. 1/2012, conv. in L. 27/2012. Pur essendo, infatti, l’iter procedimentale del decreto correttivo avviato da tempo (essendo già stato espresso il parere del Consiglio di Stato ed inoltrato il decreto alla Corte dei Conti ai fini della registrazione), la sua emanazione ha subito un brusco stop dopo l’approvazione della legge di riforma dell’ordinamento forense (L. 247/2012), che ha attribuito al C.N.F. il compito di proporre al Ministro un regolamento sui parametri, con il procedimento di cui agli artt. 13, co. 4, e 1, co. 3, della stessa legge, procedimento che contempla anche un successivo passaggio parlamentare. Dal canto suo, il Ministro della Giustizia, dopo una prima accelerata impressa alla definizione del documento correttivo, ha riconosciuto questa strada non più praticabile, ponendo l’accento sul cambiamento della procedura introdotto con il nuovo ordinamento professionale forense. Per il Ministro, infatti, la nuova normativa forense non consente soluzioni alternative, che, in assenza del preventivo parere del CNF, sarebbero contra legem, con il rischio di esporre il decreto correttivo ad una sistematica disapplicazione da parte dei giudici, con ovvia confusione sulla liquidazione degli onorari degli avvocati. Allo stesso tempo, il CNF, pur senza intaccare il proprio diritto di iniziativa a proporre la redazione dei parametri nei modi e con le forme disciplinate dalla L. 247/2012, non ha ritenuto di esprimere un formale parere favorevole, che avrebbe senz’altro facilitato l’emanazione del suddetto decreto correttivo.

Queste due opposte prese di posizione hanno creato una situazione di stallo che per l’OUA danneggia l’intera Avvocatura, che da tempo e a gran voce reclama un intervento migliorativo sul D.M. 140/2012, le cui applicazioni da parte della magistratura stanno provocando una fortissima riduzione delle liquidazioni delle spese di giudizio.

La situazione è resa ancora più incerta dalla grave crisi politica che sta attraversando il Paese e che rende particolarmente arduo il percorso di approvazione del regolamento predisposto dal CNF, ove si consideri, fra l’altro, che la nuova legge forense prevede che il regolamento venga esaminato obbligatoriamente dalle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato che, ad oggi, non risultano neppure formalmente costituite. Ciò che lascia presumere che l’approvazione del regolamento predisposto dal C.N.F. non potrà vedere la luce se non a distanza di molti mesi dalla sua presentazione al Ministro.

Tanto premesso, l’OUA, riconoscendo la permanenza in capo al Ministero della potestà di modificare il D.M. 140/2012 fino a quando non sarà approvato il regolamento di cui sopra, reclama un intervento immediato sui parametri attualmente in vigore, fortemente penalizzanti, soprattutto in considerazione della fortissima crisi che attanaglia l’intera società italiana e la professione forense in modo particolare, come certificato dall’ulteriore rilevante decrescita del reddito medio, certificata dalla Cassa di Previdenza Forense.

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