Giudici di pace, sciopero dal 2 al 6 ottobre

Redazione 20/09/17
Scarica PDF Stampa
La magistratura onoraria non demorde: le associazioni di categoria, tra cui l’Associazione Nazionale Giudici di Pace, hanno proclamato venerdì un nuovo sciopero generale dei giudici di pace e dei giudici onorari dal 2 al 6 ottobre 2017. Prosegue quindi la protesta che dall’inizio dell’anno sta portando alla cancellazione di migliaia di date e di processi in tutta Italia. L’oggetto delle rimostranze è sempre uno: la riforma della magistratura onoraria che prevede maggiori compiti per i giudici di pace ma un lavoro meno stabile e soprattutto uno stipendio più basso.

 

Nuovo sciopero la prima settimana di ottobre

Ancora caos, quindi, per moltissimi processi e attività giudiziarie che dovranno avere luogo la prima settimana di ottobre. Come si legge nel documento diffuso dall’Associazione Nazionale Giudici di Pace e dalle altre unioni di categoria, si asterranno dalle udienze sia civili che penali dal 2 al 6 ottobre 2017 non solo i giudici di pace, ma anche i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari.

Sciopero di tutta la magistratura onoraria, quindi, che dopo le astensioni degli scorsi mesi porterà a ulteriori disagi e al blocco stimato del 60% di tutti i processi in corso. Numeri che potrebbero portare al collasso dell’intero sistema della giustizia, se il Governo non troverà un accordo con i magistrati e concederà loro delle condizioni di lavoro più dignitose.

 

Volume consigliato:

Riforma penale guida commentata alla Legge 103/2017

Con la Legge 23 giugno 2017, n. 103 (G.U. n. 154 del 4 luglio 2017), il legislatore ha apportatosignificative modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario.  Attraverso un’analisi puntuale e tabelle di raffronto tra vecchia e nuova disciplina, questo nuovissimo Manuale fornisce un primo commento sistematico delle disposizioni contenute nella Riforma penale e approfondisce le numerose novità legislative introdotte sia dal punto di vista sostanziale che processuale, che hanno inciso su: • estinzione del reato per condotte riparatorie • modifiche ai limiti di pena per i delitti di scambio elettorale politico mafioso, furto, rapina ed estorsione • disciplina della prescrizione • incapacità dell’imputato a partecipare al processo, domicilio eletto, indagini preliminari, archiviazione • udienza preliminare, riti speciali, istruzione dibattimentale e struttura della sentenza di merito • semplificazione delle impugnazioni • organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero. Chiarisce inoltre i temi più significativi della Riforma contenuti nelle deleghe al Governo sulla riforma della procedibilità per taluni reati, per il riordino di alcuni settori del codice penale e per una revisione della disciplina del casellario giudiziale penale, per la riforma del processo penale e dell’ordinamento penitenziario. Un’indispensabile Guida per il Professionista che deve orientarsi tra nuovi istituti e procedure.Nicola D’AngeloMagistrato, autore di testi di diritto, collabora su tematiche giuridiche con diverse riviste tra cui “Progetto sicurezza”, “Rivista Giuridica di Polizia” e “L’Ufficio Tecnico”, tutte pubblicate da Maggioli Editore.Antonio Di Tullio D’ElisiisAvvocato in Larino, autore di pubblicazioni cartacee e numerosi articoli su riviste giuridiche telematiche.

Antonio Di Tullio D’Elisiis, Nicola D’Angelo | 2017 Maggioli Editore

25.00 €  23.75 €

 

Le cause dello sciopero

La motivazione alla base dello sciopero è infatti sempre la stessa: la riforma proposta dal ministro Orlando (L. 57/2016, a cui ha dato attuazione quest’estate il D. Lgs. n. 116/2017) ha reso più complesso il lavoro della magistratura onoraria abbassando allo stesso tempo le retribuzioni dei giudici.

Il documento nel quale si proclama lo sciopero del 2 ottobre parla di “assoluta e persistente contrarietà della categoria” verso la riforma varata dal Governo, che ha contribuito a creare “il caos negli uffici giudiziari” e a sferrare un durissimo colpo a tutta la magistratura onoraria. Alle richieste dei giudici di pace di applicare a tempo pieno i magistrati onorari alle rispettive funzioni, il Governo ha risposto con un trattamento economico e previdenziale del tutto discriminatorio.

La riforma della magistratura onoraria

Nella pratica, la riforma della magistratura onoraria ha visto l’introduzione di uno statuto unico per tutti i giudici di pace e onorari, che hanno visto trasformare il loro lavoro in un incarico part-time della durata non superiore a due quadrienni. Ai magistrati onorari è richiesto un impegno non superiore a due giorni a settimana, compatibile con lo svolgimento di altre attività parallele. Non si tratta solo, di fatto, di un licenziamento illegittimo di professionisti che da anni lavorano nella giustizia, ma anche di una richiesta impossibile di fronte al grande ampliamento delle loro competenze.

Il decreto legislativo di quest’estate ha infatti delegato alla magistratura onoraria, già oberata dal 60% di tutti i processi in corso, le liti condominiali, i pignoramenti mobiliari e tutti i risarcimenti danni da incidente stradale di importo inferiore a 50mila euro. Ciliegina sulla torta, come non mancano di sottolineare le associazioni di categoria: con il nuovo sistema di calcolo della retribuzione della magistratura onoraria, i giudici di pace e i loro colleghi guadagneranno uno stipendio molto più basso, forse addirittura del 75% minore di quanto prima percepito.

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento