Genitore minore di età e mantenimento dei figli

Genitore minore di età e mantenimento dei figli

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Nel rispetto dell’articolo 147 del codice civile, i genitori hanno il dovere di istruire, mantenere ed educare la prole.

Questo comportamento deve avere luogo in qualunque circostanza, anche se i figli sono nati fuori del matrimonio.

Un principio inderogabile, che incontra un limite esclusivamente nel raggiungimento della maggiore età dei figli, continuando a conservare il diritto al mantenimento economico se non possano provvedere da sé.

Ci si chiede che cosa possa succedere se ad essere minorenne sia il padre, e se sia tenuto lo stesso a dare il mantenimento.

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In questa sede cercheremo di vedere se la legge obbliga anche il genitore minorenne a versare il mantenimento, e che cosa si possa fare se lo stesso non abbia un reddito e non possa disporre dei soldi per potere mantenere un figlio.

Si vedrà se in presenza di una simile ipotesi, ci si possa rivalere sui nonni, vale a dire sui genitori del padre minorenne.

In che cosa consiste il mantenimento

Il mantenimento consiste in un provvedimento economico che viene disposto dal giudice, ma può anche essere rimesso ai liberi accordi sottoscritti dai coniugi, che consiste nel pagamento di una somma di denaro, suscettibile di revisione nel tempo, al coniuge economicamente debole, se i genitori sono sposati, oppure ai figli nati con la loro unione.

L’articolo 315 bis del codice civile, stabilisce che il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, indipendentemente dal tipo di unione, vale a dire, sia che si tratti di matrimonio, o di semplice coppia di fatto.

Questo diritto resta intatto anche se la relazione sentimentale tra i genitori dovesse finire, perché i figli continuano a conservare il diritto al mantenimento anche dopo la loro separazione e per un periodo di tempo indeterminato, almeno sino a quando raggiungeranno l’indipendenza economica.

In quali circostanze è dovuto il mantenimento ai figli

Il mantenimento nei confronti dei figli è dovuto per fatto della loro nascita.

A differenza del mantenimento dovuto all’ex coniuge, per il quale è necessario che il giudice rispetti determinate condizioni per la determinazione, come redditi percepiti, assegnazione della casa familiare, responsabilità della fine della relazione, i figli hanno sempre diritto al mantenimento.

I figli non hanno più diritto all’assegno di mantenimento quando raggiungono una indipendenza economica che li rende autosufficienti.

Questo significa che né il raggiungimento della maggiore età, né il compimento degli studi universitari, esonerano il genitore non affidatario dal continuare a pagare il mantenimento.

Se un figlio dovesse essere privo di lavoro per colpa sua, nel senso che la sua condizione economica deriva da una sua responsabilità, il genitore potrà rifiutare il mantenimento e chiedere al giudice la revoca dello stesso, salvo l’obbligo di continuare a versare gli alimenti, vale a dire, un sussidio economico di importo inferiore.

Genitore minorenne e pagamento del mantenimento

La legge non fa nessuna distinzione tra genitori maggiorenni o minorenni.

A questo proposito si può affermare con sicurezza che anche il padre minorenne deve pagare il mantenimento al figlio, quando lo stesso abiti con la madre.

L’assegno verrà corrisposto a favore dell’altro genitore, che lo dovrà utilizzare per provvedere alle necessità dei figli.

Chi si incarica del mantenimento quando il padre minorenne non lavora

La questione del genitore minorenne è relativa in maggiore misura alle sue disponibilità economiche.

Quando il genitore non ha neanche compiuti diciotto anni, è difficile pensare che sia titolare di un reddito che sia in grado di permettergli di provvedere a sé stesso e a un figlio.

A questo proposito ci si è chiesti chi paghi il mantenimento se il genitore minorenne non ha soldi.

L’articolo 316 bis del codice civile è chiaro, quando i genitori non hanno i mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, devono fornire agli stessi i mezzi necessari in modo che possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.

La legge non dice che i nonni debbano provvedere in modo diretto al mantenimento dei nipoti, ma che debbano fornire ai genitori i mezzi necessari per provvedere ai loro nipoti.

Siamo davanti a un’obbligazione indiretta.

Significa  che i nonni devono aiutare i genitori, che a loro volta devono mantenere la loro prole.

In quali circostanze i nonni pagano gli alimenti ai nipoti

Il genitore, anche se minorenne, dovrebbe provvedere al mantenimento dei figli, e se non ci dovesse riuscire, deve essere aiutato dai suoi genitori.

Si potrebbe, però, verificare la circostanza che il genitore si disinteressi completamente dei figli.

Ad esempio, una giovane madre che deve fare fronte alle esigenze del figlio neonato perché il compagno minorenne si è reso irreperibile.

Secondo la giurisprudenza (Cass., sent. n. 10419 del 2/04/2018), in presenza di simili circostanze, è possibile che il mantenimento lo paghino i nonni, quando nessuno dei due genitori lo possa fare e i nipoti versino in un grave stato di bisogno.

In altre parole, se il padre minorenne non provvede al mantenimento dei figli, la madre può chiedere i soldi ai suoi genitori, se neanche lei riesce a fare fronte alle esigenze del figlio e se questi si trovi in stato di bisogno.

La differenza rispetto alla situazione descritta nel paragrafo precedente è facile da notare.

L’obbligo dei nonni di fornire ai figli i mezzi economici per mantenere i figli sussiste quando ci sia la volontà di provvedere da parte dei genitori, mentre l’obbligo dei nonni di pagare in modo diretto gli alimenti si verifica quando almeno uno dei genitori non abbia nessuna intenzione di mantenere i figli e l’altro non riesca a farsene carico da sé.

In presenza di simili condizioni, il giudice può obbligare i nonni a mantenere i nipoti.

Ad essere precisi, la giurisprudenza ha stabilito che gli avi non devono corrispondere un autentico  assegno di mantenimento, devono provvedere alla corresponsione degli alimenti.

La differenza tra mantenimento e alimenti si determina sul piano qualitativo.

Gli alimenti sono relativi esclusivamente all’indispensabile per la sopravvivenza.

Ad esempio, cibo e simili, mentre il mantenimento può essere relativo anche a bisogni di  più ampio carattere.

Ad esempio, la connessione Internet, un computer, i viaggi scolastici, le spese per l’istruzione.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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