Fattura Elettronica 2021: nuovi codici e adeguamenti

di Redazione

Con il nuovo anno cambiano anche diverse specifiche tecniche della fattura elettronica, sono stati inseriti i nuovi codici e gli adeguamenti previsti nell’intervento dell’Agenzia delle Entrate del 20 aprile 2020, entrati subito in vigore, ma con un periodo di tolleranza per i vecchi schemi preposti fino al 31 dicembre 2021. A partire dal 1° gennaio 2021 non ci sono deroghe. Per questo è importante conoscere le nuove specifiche e i nuovi codici a cui fare riferimento.

Prima di procedere a effettuare una nuova fattura, bisogna quindi verificare se il software che si usa sia stato aggiornato con i nuovi adeguamenti. È necessario fare attenzione sia per quanto riguarda la tipologia di documento, sia per i nuovi codici di Iva e ritenuta, tenendo presente che gli errori formali nell’emissione di una fattura, ai sensi dell’art. 6, commi 1 e 2 del D. lgs 471/1997, possono prevedere una sanzione pecuniaria compresa tra i 250 e i 2000 euro.

H- 2 Nuovi codici Tipo Documento

I tipi di documento classificano la tipologia della fattura elettronica, permettendo così una migliore gestione. Ora che la compilazione manuale è diventata obsoleta, esistono molti siti che offrono assistenza professionale nell’emissione delle fatture elettroniche; tra questi, FatturaPRO permette di avere a disposizione un sistema di fatturazione intuitivo e semplificato, che rispetta e si aggiorna sempre su tutte le leggi e le regole in vigore.

Ai codici esistenti da inserire nella casella di Tipo Documento sono stati aggiunti altre nomenclature da tenere presente per la compilazione della Fattura elettronica. I nuovi codici sono i seguenti:

  • TD01 Fattura
  • TD02 Acconto/anticipo su fattura
  • TD03 Acconto/Anticipo su parcella
  • TD04 Nota di Credito
  • TD05 Nota di Debito
  • TD06 Parcella
  • TD16 Integrazione fattura reverse charge interno
  • TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero
  • TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari
  • TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR n. 633/72
  • TD20 Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art.6 c.8 d.lgs. 471/97 o art.46 c.5 D.L. 331/93)
  • TD21 Autofattura per splafonamento
  • TD22 Estrazione beni da Deposito IVA
  • TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA
  • TD24 Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, lett. a)
  • TD25 Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, terzo periodo lett. b)
  • TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art.36 DPR 633/72)
  • TD27 Fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa

H- 2 Nuovi codici ritenute

Sono stati inseriti anche nuovi codici ed estensioni specifiche che servono a specificare con un grado maggiore di precisione le ritenute. Tra questi ci sono:

  • RT01 Ritenuta persone fisiche
  • RT02 Ritenuta persone giuridiche
  • RT03 Contributo INPS; questo codice dovrà essere utilizzato all’interno della fattura ogni volta che il prestatore emette una fattura con una quota INPS a suo carico.
  • RT04 Contributo ENASARCO questo specifico codice è utilizzato ogni volta che la fattura viene emessa da un agente di commercio.
  • RT05 Contributo ENPAM; questo codice è specifico per le fatture emesse da medici con quota ENPAM a loro carico.
  • RT06 Altro contributo previdenziale.

H2 – Codici Natura Operazione

Esistono anche delle variazioni specifiche che distinguono delle sottocategorie che altro non sono se non estensioni semantiche delle operazioni avvenute; le nuove estensioni sono nelle sottocategorie N2 ovvero le fatture Non Soggette, N3 ovvero le Non Imponibili e le N6 che distinguono il Reverse Charge.

Si legga anche:”Il “reverse charge”

H3 – Che cos’è il Reverse Charge

Il reverse charge è un’inversione contabile, accettata per legge, dove sarà il committente del servizio a pagare l’imposta dell’IVA, invece del fornitore. L’effetto principale che si ottiene con questa tipologia è che il carico IVA sarà spostato all’acquirente e sarà egli stesso a pagarlo allo Stato, nell’alternativa più comune è il venditore che incassata l’imposta IVA e successivamente contribuisce questa somma allo Stato. Questa forma di auto fattura, può avvenire solo nel caso che entrambi i soggetti, ovvero venditore e acquirente, siano in possesso di partita iva e che il destinatario del bene, sia residente nel territorio dello Stato in cui viene emessa fattura.

Volume consigliato

Il reverse-charge 150 risposte a quesiti

Il reverse-charge 150 risposte a quesiti

Massimo Pipino, 2018, Maggioli Editore

A seguito degli interventi legislativi, il meccanismo diapplicazione dell’inversione contabile (o reverse charge) è stato esteso a numerose altre fattispecie nel settore delle costruzioni e si applica nei casi di appalto, subappalto e di cessione di...



 

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto.it attraverso le nostre newsletter. 

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alle newsletter!