Eutanasia legale, primo sì dopo il caso Cappato

di Redazione

Un paziente tetraplegico immobilizzato e allettato da 10 anni oggi risulta essere “il primo malato a ottenere il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia”.

Difatti, dopo la sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019 sul caso di Dj Fabo, l’Associazione Coscioni si è battuta affinchè, nel rispetto delle condizioni indicate dalla Consulta, si potesse estendere all’Italia il suicidio assistito, a cominciare dal caso di Mario, camionista di Pesaro immobilizzato al letto dopo un incidente stradale.

La decisione del Comitato etico dell’Azienda sanitaria è arrivata dopo un iter lungo e faticoso di 13 mesi in un’equipe di medici e psicologi ha verificato la sussistenza di tutte e quattro le condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale, tra cui l’irreversibilità della malattia, l’insostenibilità del dolore e la chiara volontà del paziente.

La sentenza del Caso Cappato

La sentenza n. 242 del 2019, depositata il 22 novembre 2019, con la quale la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. «nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) – ovvero, quanto ai fatti anteriori alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con modalità equivalenti nei sensi di cui in motivazione –, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente».

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Le motivazioni della Corte d’Assise sul Caso Cappato

In merito alla vicenda relativa al suicidio assistito di Antoniani Fabiano (detto Fabo), la Corte di Assise di Milano, 30 gennaio 2020 (ud. 23 dicembre 2019), n. 8 ha depositato le motivazioni della sentenza con cui– di fronte alla quale il procedimento penale era ripreso a seguito della decisione della Corte Costituzionale – ha assolto Marco Cappato con la formula “perchè il fatto non sussiste”.

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