Esame avvocato: quale sorte per chi ha sostenuto l'esame nel 2019?

Esame avvocato: riprendono le correzioni delle prove scritte

di Marco Zincani

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Esame avvocato: riprendono le correzioni, orali da ottobre

In via di approvazione al Senato le disposizioni che regolamentano la ripresa delle correzioni delle prove scritte dell’esame da avvocato; in particolare, sarebbero raddoppiate le commissioni esaminatrici e, in deroga al sistema tradizionale, sarebbe previsto il ricorso a strumenti alternativi per procedere all’esame degli elaborati, vale a dire il ricorso allo strumento telematico.

Il termine ultimo per la conclusione delle correzioni sarà settembre, con avvio delle prove orali a partire dal mese di ottobre (ad eccezione di Bolzano). Il tutto si svolgerà ovviamente nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.

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E’ stato appena dichiarato inammissibile dalla presidenza della commissione bilancio alla Camera, l’emendamento che prevedeva l’ammissione di tutti i candidati alle prove orali, con correzioni delle prove scritte direttamente in sede di colloquio. Pertanto, la proposta non andrà in votazione.

Esame avvocato: la questione per chi aspetta i risultati
L’emergenza Corona Virus sembra aver inciso anche sul destino di coloro che hanno sostenuto le prove scritte nel dicembre 2019.

L’iniziale terrore che l’emergenza in atto potesse far annullare le prove è stata fugata dall’emanazione dell’art. 102 del Decreto Cura Italia, secondo cui le sospensioni non si estendono all’abilitazione forense, per cui le prove scritte del dicembre 2019 devono essere corrette.

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Questo almeno finché non cambieranno le norme.

La situazione, tuttavia, non permette di stare del tutto sereni.

L’art. 5 d.l. 22 del 2020, nel richiamare l’art.87, co.5 del d.l. 18 del 2020, estende la sospensione di 60 giorni anche ai termini di correzione dell’esame di abilitazione forense.

In tal caso, i risultati dello scritto 2019 sarebbero disponibili a settembre.

Tuttavia, tale scadenza può protrarsi in base all’andamento dell’emergenza sanitaria in corso e del lockdown di tutte le attività nazionali.

E così alcune associazioni di praticanti si sono mosse per avere delle risposte ufficiali e per sollecitare l’attenzione anche su questo problema.

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Possibile la ripetizione delle prove scritte

Risulta evidente che a breve, senza adeguati correttivi, i già esaminati saranno chiamati a sostenere nuovamente le prove scritte.

Se infatti le correzioni slitteranno di 60 giorni, diventerà inevitabile ottenere gli esiti prima di settembre o ottobre del 2020, e la prossimità del prossimo esame a dicembre 2020 potrebbe costringere molti candidati a dover risostenere lo scritto. Sia in via cautelativa che nelle more della comunicazione ministeriale della loro idoneità alla prova orale.

Infatti, se fossero ammessi tutti i praticanti all’orale, tenendo conto delle tempistiche, il 90% di loro, ad eccezione di Bolzano e di poche altre sedi, non riuscirebbe comunque a sostenere l’orale prima degli scritti

Ecco perché risulta importante accelerare i tempi di correzione, anche, se possibile, tramite la composizione di nuove Sottocommissioni e la definizione di almeno due sessioni di correzione a settimana.

A questo proposito alcune commissioni territoriali, fortunatamente, hanno espresso la disponibilità a riprendere le correzioni delle prove 2019 dalla metà di maggio.

Oltretutto, la situazione attuale potrebbe comportare una notevole disparità di trattamento tra sedi con numerosi iscritti e sedi con pochi iscritti. È ingiusto che i candidati di Bolzano delle sedi minori possano ricevere i risultati delle prove scritte prima dei candidati delle sedi maggiori: Milano, Roma, Napoli.

Il rischio che si corre è quello di comportare delle differenze nel tempo di preparazione dell’esame orale, che potrebbero riflettersi sul grado della preparazione e dunque sull’esito dell’esame stesso.

Oltre che il già citato rischio di sovraffollamento, in alcune sedi, dei candidati il cui appello per l’esame orale è fissato successivamente a dicembre 2020.

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