Esame avvocato 2021: no alle prove scritte, ma nuove modalità per l'orale

Esame avvocato 2021: previsto un doppio orale

di Redazione

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Ieri, il Senato si è espresso per l’approvazione del disegno di legge A.S. 2133, di conversione del decreto legge 13 marzo 2021, n. 31, sullo svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato Anno 2020.

Le prove di esame si sarebbero dovute svolgere nelle giornate del 13-14 e 15 aprile 2021, come era stato stabilito con avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 18 dicembre 2020, ma il Ministero ha disposto la sospensione con una circolare alle Corti d’appello.

Secondo quanto previsto da tale norma eccezionale, la prova scritta dell’esame avvocato – che sarebbe dovuta consistere nella redazione di 2 pareri motivati, uno diritto civile e uno diritto penale, e di un atto giudiziario a scelta (tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo) – verrà sostituita da un doppio orale.

La prima prova orale

Nella prima bozza del decreto in esame, è stato previsto che la prima prova orale si svolga in collegamento da remoto con una commissione diversa da quella insediata nella corte d’appello assegnata. Il candidato si dovrà recare negli uffici giudiziari presenti in ogni distretto di Corte di appello o presso i locali dei Consigli dell’Ordine degli avvocati e da lì, svolgerà l’esame con la commissione estratta. La sede verrà scelta dalla commissione in base all’indirizzo di residenza del candidato e verrà comunicata almeno 20 giorni prima della data effettiva.

La seconda prova

Invece la seconda prova orale, da tenersi a distanza di almeno 30 giorni, sarà sostenuta in presenza, davanti alla sottocommissione.

È stato previsto che la prima prova orale, della durata di un’ora, abbia ad oggetto l’esame e la discussione di una questione pratico-applicativa che permetta di verificare conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale in una materia scelta dal candidato tra le seguenti: diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.

Nella prima mezz’ora, l’aspirante avvocato farà un esame preliminare del quesito, con l’ausilio dei codici commentati con la giurisprudenza, le leggi ed i decreti dello Stato. Negli ultimi 30 minuti, invece, affronterà la discussione orale. Il punteggio minimo per il superamento di tale prova è fissato a 18 punti.

La seconda prova avrà una durata di 45/60 minuti, durante la quale i candidati affronteranno argomenti tratti dalle 5 materie preventivamente scelte tra diritto civile e diritto penale; procedura civile e procedura penale, e tre argomenti fra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico. Oltre naturalmente alla dimostrazione della conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri degli avvocati.

Saranno ritenuti idonei gli esaminandi che avranno un punteggio complessivo non inferiore a 108 punti e, in almeno 5 materie, non inferiore a 18 punti.

Novità previste dal nuovo decreto legge

Una delle principali novità riguarda la possibilità di inserire indifferentemente il diritto civile e/o il diritto penale, fra le 5 materie scelte su cui sostenere il secondo orale, anche se quella materia è stata oggetto della prima prova.

Tra le altre modifiche al decreto n. 31/2021 da convertire, si segnala l’allungamento (anche se di poco) del tempo a disposizione del candidato per studiare il quesito oggetto del primo orale.

Le ultime due novità di rilievo apportate con l’emendamento emanato ieri dal Senato, riguardano rispettivamente:

  • la previsione che in ogni distretto di Corte d’Appello sia estratta a sorte la lettera dell’alfabeto che stabilisce l’ordine di svolgimento dell’esame dei candidati;
  • la facoltà al candidato di chiedere un differimento della prima prova, non soltanto in caso di Covid-19, ma anche qualora vi fossero altri comprovati motivi di salute che gli impediscono di presentarsi nella data fissata.

Le tracce

Con il primo, si prevede che le tracce per ciascuna materia siano predisposte giornalmente, tenendo conto del numero di candidati da esaminare, prima dell’inizio della prima prova orale.

Con il secondo emendamento, invece, il Governo è invitato a garantire che, durante la prima prova, i candidati possano continuare a consultare i codici (anche non commentati) dopo la fase di esame preliminare del quesito.

Con il decreto ministeriale sarà comunicata la data di avvio delle prime prove orali, e verranno rese note le modalità per comunicare la scelta delle materie per le prove orali.

 

 

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Quando verranno svolte le prove orali?

“È stato chiaro fin dal primo momento, e le vicende di questi giorni lo comprovano, che gli iscritti non erano celebrabili. Non era pensabile riunire per tre giorni 26.000 persone, chiuse in una stanza, per un numero di ore molto lungo”. Lo ha detto la Ministra Marta Cartabia, in Commissione giustizia del Senato, rispondendo a braccio alle domande, e ricordando che di aver immediatamente consultato il CNF la Commissione d’esame “per capire il da farsi”. “Ma tutti – ha proseguito – volevamo escludere delle forme di valutazione che fossero al ribasso, semplificare le procedure, adattarle al contesto sì, ma nessuno voleva arrivare ad uno stemperamento della prova d’esame: per questo si sono esclusi quiz fin dall’inizio, che sono facili da fare, facilissimi, molto oggettivi se volete, ma secondo me umilianti per un aspirante avvocato”.

“Testare la capacità di un avvocato – ha proseguito – significa testare la capacità di argomentazione giuridica, non è la nozione in sé, ed è proprio questo lo scopo delle prime prove quelle, che tradizionalmente si fanno con i tre scritti”. “Ora la forma di questo prima orale selettivo hai inteso mantenere lo stesso tipo di valutazione: capire come l’aspirante avvocato sia in grado di orientarsi di fronte a un caso pratico, valorizzando quindi la pratica davvero svolta – tant’è che l’aspirante sceglie una delle tre materie che presumibilmente sarà quella nel cui ambito ha svolto la pratica – e dandogli il tempo, utilizzando tutti gli strumenti: codici commentati eccetera, per trasporre in forma orale quello che avrebbe scritto: inquadramento giuridico del problema, indicazione di possibili soluzioni, magari guardando alle alternative della giurisprudenza rilevante recente”.
Per quanto riguarda le data, invece la Ministra ha annunciato che a breve firmerà un decreto ministeriale, ricordando che è ormai superato il vincolo della date del 13, 14, 15 aprile. “Ma – ha proseguito – l’idea è partire al più presto, potrà esserci qualche slittamento forse di qualche settimana”. L’obiettivo, dunque, “come accadeva nella correzione degli scritti”, è arrivare a fine luglio con l’esito delle prove. Anche prima infatti la cadenza temporale prevedeva “lunghi mesi di correzione, per poi iniziare gli orali a settembre, vorrei provare a recuperare questo terreno cercando di arrivare alla fine di luglio con il primo orale fatto se proviamo in modo da dare meno disagio possibile ragazzi”.

“Mi chiedono spesso, come si fa a fare tutti questi orali? Il grosso sforzo fatto dal Ministero con fantasia, energia, tempestività – ha aggiunto Cartabia – è stato quello di ricalibrare le commissioni che normalmente erano 97. Le commissioni sono state portate a 250, alcuni componenti però sono supplenti. La nostra idea dunque è fare Sottocommissioni da tre, non più da 5, e portarle al numero 500. Se fate i calcoli con quei numeri ciascuna sottocommissione, nel primo orale esaminerà, non più una media di 52 candidati e se sì esaminano sei candidati alla settimana in dieci settimane neanche si dovrebbero concludere le prime prove”.
Le Commissioni saranno formate da due avvocati più un altro componente scelto tra magistrati e professori universitari ma anche ricercatori. Nella prima fase orale il candidato sarà abbinato a una commissione esterna, mentre il secondo orale si farà come tradizionalmente avveniva nella Corte d’appello dove si è svolta la pratica. “L’aiuto degli elementi telematici – ha concluso – è importante, i ragazzi andranno nelle aule dei tribunali o comunque nelle sale dove possono essere controllati mentre le Commissioni sono da remoto”.”Questo – ha concluso – è tutto quello che siamo riusciti ad offrire ai giovani la cui prospettiva professionale mi sta molto a cuor e perché so bene cosa vuol dire avere questa incertezza avanti e mi pare giusto dare loro questa possibilità “.

Dove

Il candidato è presente nella sede d’esame: o gli uffici giudiziari della Corte d’Appello o i locali dei Consigli dell’ordine degli avvocati. Insieme a lui, il segretario, mentre la commissione è collegata da remoto. Almeno 20 giorni prima, ad ogni candidato viene inviata comunicazione dell’ora e del luogo dove deve presentarsi.

Prima prova orale

Il candidato può scegliere una materia, tra le tre che dovevano essere verificate con gli scritti: diritto civile o diritto penale o diritto amministrativo. Per ogni quesito, vengono preparate tre buste numerate e sigillate e, il candidato sceglie la busta.

Quesito di carattere pratico-applicativo

Al candidato viene posta una questione di carattere pratico-applicativo, nella forma della soluzione di un caso, in modo che possa essere valutata la capacità di inquadrare problemi giuridici e di argomentarne la soluzione. Analogamente a quanto avviene nelle tradizionali prove scritte, nella prima prova orale dell’esame 2020 il candidato, dopo aver letto il quesito, deve individuare i nodi problematici, le disposizioni applicabili, sostanziali e processuali, i principi rilevanti e gli eventuali orientamenti giurisprudenziali pertinenti. I quesiti sono predisposti dalla commissione esaminatrice sulla base di linee-guida predisposte a livello centrale per assicurarne l’uniformità.

Durata delle prove

In totale, il primo orale dura un’ora dalla dettatura del quesito. Il candidato ha mezz’ora per l’esame preliminare, mezz’ora poi per la discussione.

Codici da utilizzare

Nella fase di studio del quesito, il candidato può consultare codici, anche annotati con la giurisprudenza e prendere appunti. Dopo i primi 30 minuti, i codici vengono ritirati dal segretario. Trenta minuti sono dedicati alla discussione.

Esito

Dopo ogni discussione, la sottocommissione si ritira in camera di consiglio e comunica l’esito della prova al candidato.

Punteggio

E’ ammesso alla seconda prova orale solo chi ottiene un punteggio di almeno 18 punti. Ogni membro della sottocommissione d’esame ha a disposizione dieci punti di merito.

Secondo orale

Quando

La seconda prova orale si tiene a non meno di 30 giorni di distanza dalla prima. Dura tra 45 e 60 minuti, per ogni candidato.

Dove

La seconda prova orale si sostiene davanti alla sottocommissione del distretto della propria Corte d’Appello.

Materie

Cinque materie (una tra diritto civile e diritto penale; una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre, tra diritto costituzionale, amministrativo, tributario, commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico), oltre a ordinamento forense e diritti e doveri degli avvocati. Tra le materie scelte dal candidato, devono essere compresi il diritto civile e il diritto penale – materie già obbligatorie nelle prove scritte –, se non già scelti per la prima prova orale.

Esito

Viene giudicato idoneo il candidato che nella seconda prova orale ottiene un punteggio complessivo non inferiore a 108 punti e un punteggio non inferiore a 18 punti in almeno cinque materie.

In caso di positività al Covid

In caso di positività al Covid-19 o di sintomi compatibili, o in caso di quarantena o isolamento fiduciario, il candidato può chiedere una nuova data per lo svolgimento della prova, inviando un’istanza al presidente della sottocommissione, con tutta la documentazione. La prova si deve svolgere entro dieci giorni dalla fine dell’impedimento.

Commissioni

Per consentire di svolgere le due prove orali nel più breve tempo possibile viene incrementato il numero delle sottocommissioni d’esame, ridotte numericamente da 5 a 3 componenti. Possono far parte delle commissioni d’esame, per la prima volta, i ricercatori universitari a tempo determinato (RTD-B) e i magistrati militari.

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