Equo compenso per i Professionisti: ok della Camera

Redazione 18/10/21
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Con 251 voti favorevoli e nove astenuti, la legge che prevede l’equo compenso per i professionisti è stato votata alla Camera e ora passa al Senato. Obiettivo della norma è tutelare il professionista nei rapporti con i clienti rendendo nulle le clausole che non riconoscono un compenso equo e proporzionale all’attività svolta.

«È una legge importante che interviene su un’ingiustizia sociale nel mondo delle professioni – afferma il sottosegretario alla Giustizia Paolo Francesco Sisto – era necessario intervenire».

La legge si applica al compenso dei professionisti in relazione alle attività professionali che hanno come oggetto una prestazione intellettuale in favore di banche, assicurazioni, imprese che hanno più di 50 dipendenti o un fatturato superiore a 10 milioni di europubblica amministrazione.

La tutela di legge scatta per i contratti regolati da convezioni. Questo aspetto è stato criticato da Cnel e diversi sindacati che hanno rilevato che in questo modo molti rapporti professionali con la Pa non regolati da convenzioni verrebbero esclusi dalla tutela.

Ulteriore critica è stata fatta per l’esclusione delle società partecipate dalla Pa e delle cartolarizzate e degli agenti della riscossione. Per questi ultimi, tuttavia, c’è un ordine del giorno con l’impegno a reperire le risorse per estendere la norma anche per loro.

Aspetti più criticati della legge sull’equo compenso

  • diverso trattamento riservato ai professionisti iscritti agli Ordini rispetto agli altri; in quanto agli Ordini vengono affidati compiti che vanno oltre le loro competenze, come la possibilità di concordare con le imprese modelli standard di convenzione

sanzione per il professionista che accetta un compenso al di sotto della soglia di equità e non è prevista alcuna sanzione per il committente che glielo propone.

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