Equitalia: cosa fare quando le cartelle di pagamento scadono

Equitalia: cosa fare quando le cartelle di pagamento scadono

Redazione

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Le cartelle esattoriali di Equitalia, come quelle di tutti gli altri agenti della riscossione, vanno in prescrizione dopo un certo periodo di tempo. La cancellazione del debito e la sua rimozione dall’estratto di ruolo del contribuente può presentare però alcune difficoltà che è bene conoscere. In primo luogo, bisogna imparare ad accorgersi quando una cartella esattoriale è andata in prescrizione.

 

Decadenza e prescrizione delle cartelle di pagamento

Non è facile accorgersi con tempestività che una cartella esattoriale è scaduta innanzitutto perché ci sono diversi tipi di scadenze per diverse forme di tributo e di sanzione. Vediamo allora in via preliminare quali sono i termini di decadenza e prescrizione dei più frequenti tipi di cartelle di pagamento.

Per quanto riguarda l’IVAi termini di prescrizione dell’imposta sono di 10 anni. Passato questo periodo di tempo, dunque, l’eventuale pignoramento ai danni del contribuente non può più avvenire. L’IVA va invece in decadenza, per le dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2015, il 31 dicembre del 4° anno successivo in caso di dichiarazione infedele e il 31 dicembre del 5° anno in caso di dichiarazione omessa. A partire dal 2016 i termini di decadenza cambiano rispettivamente al 31 dicembre del 5° e 7° anno successivi alla presentazione. Discorso molto simile per l’IRPEF e l’IRAP: i termini di prescrizione sono di 10 anni, e la decadenza fino al 2015 scatta il 31 dicembre del 4° anno successivo in caso di dichiarazione infedele e il 31 dicembre del 5° anno in caso di dichiarazione omessa. Per le dichiarazioni presentate a partire dal 2016, valgono le stesse modifiche previste per l’IVA.

Discorso diverso per TASI e IMU: in questo caso i termini di prescrizione sono di soli 5 anni. Per quanto riguarda la decadenza, essa scatta il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato. I contributi INPS e INAIL vanno similmente in prescrizione dopo 5 anni, ma decadono generalmente il 31 dicembre dell’anno successivo al termino fissato per il versamento. Canone Rai, imposta ipocatastale e imposta di registro, infine, vanno in prescrizione dopo 10 anni, mentre le contravvenzioni al Codice della Strada scadono dopo 5 anni e il bollo auto dopo 3 anni.

 

Cartella esattoriale prescritta: cosa fare?

Se è vero che raramente Equitalia avanza erroneamente un pignoramento sulla basa di una cartella scaduta, è anche vero che non è semplice farsi riconoscere la cancellazione del debito anche nei casi in cui ci si renda conto perfettamente della situazione. Non si può, infatti, ricorrere a un giudice, perché il diritto a impugnare un atto di Equitalia in tribunale scade solitamente a 60 giorni dalla notifica della cartella. La strada migliore è allora quella di attendere una successiva notifica dell’agente di riscossione, come un’intimazione di pagamento o l’avvio di un pignoramento, e impugnare quest’ultimo atto in tribunale prima della scadenza.

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