IL mantenimento dei figli in caso di divorzio: quanto dura?

Divorzio, sino a quando è previsto il mantenimento dei figli?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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L’obbligo di mantenere, istruire ed educare i figli è posto dalla legge pone su entrambi i genitori, senza precisare il momento esatto nel quale venga meno.

Senza equivoci di sorta resta in vigore oltre la maggiore età dei figli, se essi non si siano ancora resi economicamente autosufficienti.

A questo proposito il giudice, in caso di separazione dei genitori, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico.

Sui presupposti dell’autosufficienza le pronunce di giudici non sono uguali.

In linea di massima si può dire che venga intesa come percezione di un reddito che corrisponde alla professionalità acquisita in base alle normali condizioni di mercato.

La Suprema Corte di Cassazione ha affermato che, per il venire meno del suddetto obbligo, non è sufficiente che al figlio sia fornita l’occasione di un lavoro (anche se stabile), ma questo impiego deve essere adeguato alle sue attitudini e aspirazioni.

I genitori sarebbero esonerati dal dovere di mantenimento se il figlio rifiuti, senza un motivo adeguato, un posto di lavoro in linea con la propria preparazione.

Sul tema si sono susseguite anche pronunce di senso opposto, specie in ragione del cambiamento dei tempi e la sempre maggiore difficoltà a trovare un lavoro.

Sempre la Cassazione ha revocato l’obbligo di versamento dell’assegno nei confronti di un figlio maggiorenne che, dopo il diploma, aveva rifiutato il posto (anche se precario) in un call center.

I giudici hanno dato rilievo anche alla mancanza di buona volontà dei figli di rendersi autosufficienti, anche se in modo parziale.

Nonostante non esista un limite di età superato il quale viene meno l’obbligo di mantenimento dei figli, lo stesso si può individuare al compimento dei trent’anni di età.

In relazione alla prova dell’autosufficienza raggiunta dal figlio (di solito gravante sul genitore interessato a ottenere la revoca dell’assegno da versare) in presenza di un’età sufficientemente adulta del giovane (come quella di un maggiorenne), sarà il foglio stesso a dimostrare di essersi seriamente impegnato e di avere fatto quello che era nelle sue concrete possibilità per rendersi economicamente autonomo.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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