La Direttiva (UE) 2026/799 rappresenta uno dei più rilevanti interventi europei degli ultimi anni in materia di insolvenza. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le divergenze tra ordinamenti nazionali, migliorare la prevedibilità delle procedure e favorire gli investimenti transfrontalieri. Tuttavia, al di là della finalità macroeconomica, il vero impatto si misura sul piano operativo: per avvocati, consulenti e professionisti della crisi d’impresa, questa direttiva ridefinisce strumenti, responsabilità e strategie difensive. In questo contesto, diventa centrale anche la fase di redazione contrattuale, chiamata sempre più spesso a prevenire e gestire i rischi legati alla futura insolvenza, materia per cui consigliamo il volume “Contratti commerciali internazionali – Struttura, tecniche redazionali e clausole commentate”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
- 1. Revocatorie armonizzate: verso un contenzioso più prevedibile
- 2. Accesso ai dati: la fine dell’opacità patrimoniale
- 3. Il pre-pack europeo: l’insolvenza diventa operazione di mercato
- 4. Amministratori sotto pressione: nuovi obblighi e responsabilità
- 5. Comitati dei creditori: più governance nelle procedure
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1. Revocatorie armonizzate: verso un contenzioso più prevedibile
Uno dei pilastri della direttiva è l’introduzione di una disciplina armonizzata delle azioni revocatorie. Per la prima volta a livello europeo vengono definiti termini e categorie uniformi: tre mesi per le preferenze, dodici mesi per gli atti gratuiti e due anni per quelli fraudolenti.
Il vero salto di qualità, però, è rappresentato dalle presunzioni legali, in particolare nei rapporti con soggetti “strettamente correlati” al debitore. In questi casi, la conoscenza dello stato di insolvenza viene presunta, invertendo l’onere della prova.
Per i professionisti del contenzioso, questo significa maggiore prevedibilità, ma anche un significativo aumento del rischio per operazioni infragruppo, pagamenti selettivi e concessione di garanzie in prossimità della crisi.
2. Accesso ai dati: la fine dell’opacità patrimoniale
Un’altra innovazione dirompente riguarda l’accesso alle informazioni. Gli amministratori delle procedure potranno ottenere dati da registri bancari, registri dei titolari effettivi e banche dati nazionali, anche su base transfrontaliera.
Non solo: l’accesso può estendersi anche ai conti di terzi, se vi sono indizi di operazioni revocabili.
Questo rafforza enormemente la capacità investigativa delle procedure e riduce drasticamente le possibilità di occultamento degli asset. Per gli avvocati, si apre una stagione di contenziosi più strutturati e documentati, con un aumento delle azioni recuperatorie e delle responsabilità indirette.
3. Il pre-pack europeo: l’insolvenza diventa operazione di mercato
La direttiva introduce in modo sistematico la procedura di pre-pack, già nota in alcuni ordinamenti ma ora armonizzata a livello UE.
Il meccanismo è chiaro: una fase preliminare riservata alla ricerca di un acquirente, seguita da una liquidazione rapida con vendita dell’azienda in continuità. Il processo deve essere competitivo, trasparente e supervisionato da un commissario indipendente.
Per gli studi legali, questo segna un cambio di paradigma: l’insolvenza non è più solo gestione della crisi, ma diventa sempre più una fase di operazioni straordinarie. Cresce quindi la necessità di competenze ibride tra diritto concorsuale e M&A. Non è un caso, quindi, che queste evoluzioni stiano già influenzando le tecniche di drafting nei contratti internazionali, soprattutto per quanto riguarda clausole di garanzia, risoluzione e allocazione del rischio. In questo contesto si inserisce il volume “Contratti commerciali internazionali – Struttura, tecniche redazionali e clausole commentate”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Contratti commerciali internazionali
Il manuale offre al professionista una guida passo passo alla redazione dei contratti commerciali internazionali, fornendo un metodo chiaro e immediatamente applicabile.Partendo dalla struttura tipo dei contratti transnazionali, l’opera accompagna il lettore nella costruzione delle clausole che incidono sull’interpretazione del contratto, sulla sua esecuzione e sulla gestione del rischio.Ampio spazio è riservato alle Representations & Warranties, alle clausole di limitazione della responsabilità e di risoluzione, nonché alla scelta della legge applicabile, della giurisdizione e dell’arbitrato. Ogni previsione è corredata da formule commentate, pronte all’uso e adattabili anche alla contrattualistica nazionale.La parte finale propone una raccolta organica dei principali contratti della prassi internazionale – dalle lettere di intenti ai contratti di distribuzione, licenza, joint venture e M&A, fino alle garanzie bancarie e alle lettere di credito – offrendo schemi contrattuali ragionati pensati per un utilizzo immediato nella pratica professionale.Niccolò PisaneschiProfessore di Diritto processuale civile presso l’Università degli Studi di Siena, dove tiene anche un corso dedicato alle tecniche di redazione dei contratti transnazionali. Avvocato spe- cializzato in diritto contrattuale internazionale, per oltre dieci anni ha assistito il settore vaccini del gruppo Novartis nella redazione di contratti di sviluppo ed esportazione, nonché nella contrattualistica relativa alla costruzione delle sedi di produzione, rappresentandola a Bruxelles come membro dell’International Vaccines Manifacturers.Esperto di diritto aziendale e di M&A, ha partecipato ad operazioni di acquisizione e ristrutturazione di diversi gruppi industriali di rilievo nazionale. Segue come consulente il settore della finanza d’impresa, assistendo banche e fondi di investimento nazionali ed esteri in operazioni di finanziamento, private equity e ristrutturazione societaria
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4. Amministratori sotto pressione: nuovi obblighi e responsabilità
La direttiva introduce un obbligo chiaro per gli amministratori: richiedere l’apertura della procedura entro un termine massimo (di norma tre mesi) dal momento in cui conoscono o dovrebbero conoscere lo stato di insolvenza.
Il mancato rispetto comporta responsabilità civile per il deterioramento del valore recuperabile per i creditori.
Si tratta di una norma destinata ad avere un forte impatto pratico, perché anticipa il momento della responsabilità e incentiva comportamenti più prudenti. Parallelamente, aumenta il ruolo dei consulenti legali nella fase di “early warning”.
5. Comitati dei creditori: più governance nelle procedure
La direttiva rafforza il ruolo dei comitati dei creditori, prevedendo una maggiore partecipazione alle decisioni e un controllo più strutturato sulle procedure.
Questo contribuisce a riequilibrare il rapporto tra organi della procedura e creditori, soprattutto nei contesti transfrontalieri, dove l’asimmetria informativa è storicamente più elevata.
Per i legali, si aprono nuovi spazi di attività nella rappresentanza organizzata dei creditori e nella gestione strategica delle decisioni collettive.
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