Dimissioni: ritorno al futuro

Dimissioni: ritorno al futuro

Russo Maximilian Maria

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5 marzo 2008 – 24 giugno 2008. Tanto è durata la legge n. 188 del 17 ottobre 2007 che aveva introdotto l’obbligo per il lavoratore di presentare le proprie dimissioni su un apposito modulo indicante la data di emissione e un codice alfanumerico progressivo di identificazione. Dal 5 marzo al 24 giugno è stato infatti possibile dimettersi solamente tramite un pc collegato al sito del Ministero del Lavoro. Occorreva registrarsi, compilare on-line il modulo, stamparlo e consegnarlo al datore di lavoro entro 15 giorni dalla sua emissione. Oggi, dopo soli tre mesi e mezzo, viene abolito il modulo telematico e torna la cara vecchia lettera di dimissioni cui eravamo da anni abituati. Il decreto legge* n. 112 del 25 giugno 2008 – pubblicato lo stesso giorno sulla Gazzetta Ufficiale – ha infatti abrogato la nuova (e già vecchia) legge sulle dimissioni. Il retrofront del Governo avviene con un intervento ad ampio raggio (il decreto legge 112/2008) che fa da preludio al programma della nuova Legislatura che, in ambito lavoristico, si pone due principali obiettivi: la semplificazione del quadro normativo e la modernizzazione del Mercato del Lavoro.
 
Maximilian Maria Russo (avvocato)
 
* Il decreto legge è un provvedimento provvisorio del Governo con forza di legge che entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Se, però, non viene convertito in legge entro 60 giorni, decade con effetto retroattivo (come se non fosse mai esistito). Le Camere, tuttavia, possono regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto non convertito.

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