Decreto Milleproroghe: le proroghe “chiave” per avvocati e professionisti legali

Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (decreto “Milleproroghe”) interviene su una pluralità di scadenze normative. Vediamo le più importanti.

Lorena Papini 01/01/26
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Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (decreto “Milleproroghe”) interviene, come tipico provvedimento di fine anno, su una pluralità di scadenze normative con l’obiettivo di garantire continuità amministrativa e stabilità applicativa. Per i professionisti legali, la rilevanza del testo non risiede in nuove “riforme”, ma nella proroga di regimi transitori e nel rinvio di entrata in vigore di testi normativi destinati a incidere su contenzioso, consulenza e governance.

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Indice

1. Slitta al 2027 l’entrata in vigore dei Testi Unici tributari e della giustizia tributaria


La previsione di maggior peso sistemico è il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’entrata in vigore di diversi Testi Unici: sanzioni tributarie, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, imposta di registro e tributi indiretti.
Per lo studio professionale, ciò significa che il 2026 resta governato dall’attuale quadro normativo, con immediati riflessi su:

  • pareri e due diligence fiscali (soprattutto su sanzioni e regime della riscossione);
  • contenzioso tributario (tempi, presupposti, regole procedurali);
  • valutazioni di rischio e convenienza in definizioni, impugnazioni e strategie difensive.

Il rinvio, in sostanza, “congela” al 2027 il salto di cornice, consentendo una pianificazione più ordinata dell’adeguamento.

2. Assemblee societarie semplificate prorogate fino al 30 settembre 2026


Il decreto proroga fino al 30 settembre 2026 la disciplina che consente lo svolgimento delle assemblee di società ed enti con modalità semplificate.
Si tratta di una misura che interessa direttamente il diritto societario, perché stabilizza — per un altro esercizio — strumenti ormai utilizzati in modo strutturale: assemblee in videoconferenza, gestione digitale, semplificazioni procedurali.
In chiave operativa, l’effetto è duplice:

  • continuità nella governance, soprattutto per gruppi e realtà con soci distribuiti;
  • riduzione dell’area di rischio su invalidità di delibere legate a profili organizzativi (ferma la necessità di rispettare le norme di rinvio, statuti e convocazioni).

3. Responsabilità penale sanitaria: proroga dello “scudo penale”


Sul fronte penale, rileva la proroga fino al 31 dicembre 2026 della disciplina che limita ai soli casi di colpa grave la responsabilità penale degli esercenti professioni sanitarie in situazioni di grave carenza di personale.
È una disposizione che incide su strategia difensiva, consulenza a strutture sanitarie e gestione sinistri, con possibili ricadute anche su:

  • consulenza assicurativa e risk management;
  • contenzioso parallelo civile/penale;
  • valutazioni di compliance e protocolli interni.

4. Giustizia: proroghe su mobilità, assegnazioni e graduatorie


Il decreto proroga fino al 31 dicembre 2026 la disciplina sulla mobilità volontaria del personale del Ministero della giustizia, mantiene il divieto di assegnazione ad altre amministrazioni e prolunga al 31 gennaio 2027 la graduatoria del concorso per funzionari giuridico-pedagogici DAP.
Pur non essendo norme processuali, sono interventi che impattano sulla capacità organizzativa degli uffici, con riflessi indiretti su tempi e continuità dei servizi.

5. Fondi pubblici e commissariamenti: cronoprogrammi e sanzioni “automatiche”


Di particolare interesse per chi opera con PA, appalti e interventi finanziati, sono gli obblighi di relazione e cronoprogramma (spesso entro il 31 marzo 2026) e l’introduzione di meccanismi di revoca automatica delle risorse statali in caso di inadempimento.
Ciò apre spazi significativi per attività di:

  • assistenza in fase amministrativa;
  • contenzioso su revoche e responsabilità;
  • supporto alla compliance procedurale degli enti attuatori.

6. Decreto Milleproroghe 2026: le FAQ

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