Le novità introdotte dal Decreto Dignità: quali sono i settori di maggior interesse?

Decreto Dignità: quali sono le principali novità?

Redazione

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Il Decreto Dignità n. 87 del 12 luglio 2018 è ora legge.
Il testo così come è stato approvato dalla Camera,  ha apportato importanti novità in materia del diritto del lavoro.

Il disegno di legge di conversione del Decreto Dignità ha superato il vaglio della Camera con 312 voti favorevoli, 192 no e 1 astenuto.

Nello specifico quali sono le novità introdotte dal Decreto

Le novità in materia di lavoro sono molte, tra cui:
– un bonus assunzioni per gli under 35 fino al 2020;
– una disciplina dei voucher nel settore turismo e agricoltura;
–  periodo transitorio per l’applicazione delle nuove regole sul contratto a tempo determinato;
– un aumento dell’indennità in caso di licenziamento;
– la fissazione di un tetto del 30% dei contratti a termine;
– la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, senza causali se si superano i 12 mesi;
– infine, alcune modifiche al contratto di somministrazione.

Il bonus assunzioni under 35, così come introdotto nella Legge di Bilancio 2018, potrà ora essere richiesto per le assunzioni di lavoratori entro questa fascia di età fino al 2020.

I voucher nel settore turismo e agricoltura sono tornati sotto la nuova veste della Prestazione Occasionale e si potranno comunque usare solo per alcune categorie di soggetti: pensionati, studenti under 25, disoccupati, percettori del reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al reddito.

Le nuove regole sui contratti a termine si applicheranno dal prossimo 1° novembre;  è dunque previsto un periodo transitorio che stabilisce che fino al 31 ottobre, si continueranno ad usare le vecchie regole.
Il decreto ha poi introdotto una sanzione per le proroghe dei contratti a tempo determinato oltre i 12 mesi senza causale.

I contratti di durata superiore a dodici mesi senza causale si trasformano automaticamente in contratto a tempo indeterminato, dalla data di superamento del dodicesimo mese. Nella ipotesi di eventuali proroghe di contratti con durata già oltre i 12 mesi, senza causale, questi ultimi si trasformano tout court in contratti a tempo indeterminato a partire dalla data della loro proroga.

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