Ddl Lavoro Autonomo è legge: cosa cambia per gli Avvocati?

Sì definitivo al Senato della Repubblica. Dopo più di un anno dalla prima approvazione al Consiglio dei Ministri, diviene definitivo il disegno di legge sul lavoro autonomo e c.d. smart.

Il testo cristallizzato consta di 26 articoli, si è ingrandito nel corso delle approvazioni parlamentari, e da oggi inciderà sulla vita di ben 2 milioni di professionisti e lavoratori a partita Iva.

Avvocati e PA: come partecipare agli appalti

Le ultime novità sono state introdotte durante l’ultima approvazione, e riguardano in primis l’obbligo a che tutte le amministrazioni pubbliche debbano promuovere, come stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per le prestazioni di servizi; e ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca (senza fare così concorrenza alle imprese). In secundis, la conservazione del rapporto di lavoro, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, in caso di gravidanza, malattia o infortunio.

Dal 1° luglio, poi, sarà operativa l’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, che non siano né pensionati dotati di partita Iva: per la prima volta, ne potranno beneficiare anche assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Avvocati: assicurazione per morosi e formazione finanziata

Sono molte le novità introdotte dalla legge appena approvata in Senato, anche in tema di professione forense. Innanzitutto, i professionisti saranno incentivati a dotarsi di un’assicurazione contro il rischio di non essere pagati dai clienti, in quanto gli oneri fiscali da sostenere per la sottoscrizione della polizza saranno interamente scaricabili. Ciò equiparerà, finalmente, gli avvocati agli altri lavoratori autonomi.

Anche la formazione continua non graverà sulle spalle degli avvocati: infatti, grazie alla nuova legge, i costi afferenti a master, corsi di formazione e convegni sostenuti dai professionisti saranno dedotti integralmente, purché nel limite massimo annuale di 10 mila euro.

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Sicurezza, Fondi Europei e Atti pubblici

Il Governo, poi, è stato delegato ad adottare entro 12 mesi decreti legislativi che si occupino di disciplinare la rimessione di atti pubblici alle professioni, organizzate in ordini o collegi. In particolare, dovranno essere specificati gli atti amministrativi di cui gli avvocati potranno occuparsi, delle misure a garanzia della privacy da utilizzare e degli eventuali conflitti di interesse.

Risultano poi semplificati gli oneri relativi alla sicurezza sul lavoro nel caso in cui gli studi professionali siano assimilabili ad abitazioni. Nuove prestazioni sanitarie erogabili dalle casse previdenziali, tra cui in particolari quelle per i malati oncologici.

Inoltre, gli avvocati che vogliano formare reti di professionisti e consorzi stabili, nonché associazioni temporanee, sarà concesso di usufruire di fondi strutturali europei, così da facilitarne la partecipazione a bandi e assegnazioni di incarichi e appalti privati.


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