Danno da perdita di chance e responsabilità precontrattuale

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Il danno da perdita di chance per costante giurisprudenza presuppone “una rilevante probabilità del risultato utilefrustrata dall’agire illegittimo dell’amministrazione (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 7 marzo 2013, n. 1403 ), non identificabile nella perdita della semplice possibilità di conseguire il risultato sperato, bensì nella perdita attuale di un esito favorevoleanche solo probabile (cfr. Sez. V, 27 dicembre 2017, n. 6088), se non addirittura -secondo più restrittivi indirizzi – la prova certa di una probabilità di successo almeno pari al cinquanta per cento (Sez. V, 25 febbraio 2016, n. 762) o quella che l’interessato si sarebbe effettivamente aggiudicato il bene della vita cui aspirava (Sez. VI, 18 ottobre 2017, n. 4822).

L’annullamento di un provvedimento amministrativo, con salvezza del riesercizio, ad esito libero, del potere da parte della medesima amministrazione, non può mai fondare l’accoglimento di una domanda risarcitoria non venendo in rilievo un giudicato di spettanza (cfr.ex plurimis Cons. Stato, sez. IV, nn. 1615 del 2018, 826 del 2018 ivi i richiami applicativi dei principi elaborati sul punto dalla Plenaria n. 2 del 2017). 

Ai fini della sussistenza della responsabilità precontrattuale è necessaria la prova del danno patrimoniale (derivante dalla lesione della libertà di autodeterminazione negoziale) rappresentato dalle perdite economiche subite (a causa delle scelte negoziali illecitamente condizionate) diverse da quelle ritraibili a titolo di lucro cessante (c.d. interesse positivo, di cui non si ammette il ristoro).

Volume consigliato

Diritto amministrativo

Con l’introduzione del Codice del processo amministrativo (d.lgs 2 luglio 2010, n. 104), si è pervenuti ad una disciplina organica ed unitaria del giudizio, sia nella scansione delle fasi processuali che nella completezza dei singoli istituti che le compongono. Il sistema di giustizia amministrativa evolve dunque nella conformazione al principio del “giusto processo” di cui all’art. 111 Cost., presentando un modello teso a perseguire la massima effettività e pregnanza della tutela nei confronti degli atti e comportamenti delle amministrazioni pubbliche. Nella prospettiva di un costante miglioramento del “servizio giustizia” l’Accademia, il Foro e la Magistratura sono chiamati ad affrontare le nuove sfide del giudizio amministrativo, rappresentate dalle recenti regole sulla sinteticità degli atti e dall’entrata in vigore, a decorrere dal mese di gennaio 2017, del processo amministrativo telematico (PAT). L’obiettivo è rafforzare ulteriormente l’effettività della risposta giudiziaria, anche grazie all’innovazione tecnologica, contenendo la durata dei giudizi in tempi ragionevoli. Il traguardo è ambizioso, ma realizzabile.  Questo secondo Volume vuole, per un verso, essere uno strumento di studio e approfondimento del diritto amministrativo processuale che dia conto degli assetti e della evoluzione della giustizia, nei termini sopra indicati, e per altro verso, inserirsi nel necessario completamento della ricostruzione sostanziale esposta nel primo Volume, offrendo così un’opera esaustiva e aggiornata tra i “manuali del sapere”.CuratoriGabriele Carlotti è Consigliere di Stato, Segretario delegato per il Consiglio di Stato. Dottore di ricerca in diritto pubblico e giudice tributario, ha lavorato per la Banca d’Italia e la S.I.A.E.; ha svolto le funzioni di magistrato ordinario e di magistrato amministrativo presso i TT.aa. rr.; ha ricoperto gli incarichi di Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’economia e delle finanze (settore finanze) e di Consigliere giuridico dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico. È autore di numerosi articoli su vari argomenti giuridici, nonché di opere collettanee e di monografie di diritto amministrativo. Alberto Clini è professore associato di diritto amministrativo e insegna diritto processuale amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Ha insegnato Diritto amministrativo, Diritto pubblico dell’economia e Istituzioni di Diritto pubblico. È autore di numerosi articoli su vari argomenti giuridici, nonché di opere collettanee e di monografie di diritto amministrativo. AutoriMassimiliano Bellavista, ricercatore di diritto amministrativo, abilitato a professore di II fascia (Università di Siena).Giuseppina Buia, dottoranda di ricerca (Università del Salento).Biagio Giliberti, professore straordinario a t. d. di diritto amministrativo (Università Pegaso)Loriano Maccari, professore incaricato di Governo del territorio (Università di Urbino “Carlo Bo”).Massimo Monteduro, professore associato di diritto amministrativo (Università del Salento).Luca Raffaello Perfetti, professore ordinario di diritto amministrativo (Università di Bari).Federico Romoli, dottore di ricerca in diritto amministrativo.Saverio Sticchi Damiani, professore associato di diritto amministrativo, abilitato a professore di I fascia (Università del Salento).Francesco Fabrizio Truccari, professore associato di diritto amministrativo, abilitato a professore di I fascia (Università del Salento).Sara Valaguzza, professore associato di diritto amministrativo, abilitata a professore di I fascia (Università Statale di Milano).Stefano Villamena, professore associato di diritto amministrativo (Università Macerata).

a cura di Gabriele Carlotti e Alberto Clini | 2017 Maggioli Editore

24.00 €  22.80 €

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