Cumulo gratuito, ok della Cassa Forense

Cumulo gratuito, ok della Cassa Forense

Redazione

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Riforma fallimentare, il nuovo concordato preventivo

Ottime notizie per tutti gli avvocati: il Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense si è adeguato alle nuove disposizioni in tema di cumulo gratuito per la pensione dei professionisti. Gli avvocati potranno adesso sommare senza costi aggiuntivi gli anni di contribuzione presenti nella Cassa Forense con quelli eventualmente presenti in gestioni previdenziali diverse, raggiungendo così il diritto alla pensione prima e con più facilità. Questo quanto stabilito nella circolare n. 2/2017 diffusa giovedì 26 ottobre.

 

Quando possono andare in pensione gli avvocati?

Attualmente e fino al 31 dicembre 2018, gli avvocati iscritti alla Cassa Forense possono accedere alla pensione di vecchiaia a 68 anni; dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 l’età salirà a 69 anni, e dal 2021 diventerà 70 anni. Il nuovo regolamento sul cumulo gratuito stabilisce però che chi somma i contributi maturati presso casse diverse può lasciare il lavoro a 66 anni e 7 mesi se ha almeno 20 anni di contribuzione. Questo, tuttavia, vale solo per la quota di pensione maturata presso l’Inps: nel caso degli avvocati, la quota di competenza della Cassa Forense sarà versata solo a partire dal raggiungimento dell’età minima prevista dalla Cassa stessa.

Non solo: per ottenere la pensione di vecchiaia con il cumulo in questo modo, l’avvocato deve mantenere l’iscrizione all’Albo e continuare a versare i contributi fino al compimento dei 68 anni stabiliti dal regolamento. Ricordiamo tuttavia che il cumulo permette anche di raggiungere la pensione anticipata se si possiedono in totale 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donne).

Per quanto riguarda le effettive modalità di erogazione dell’assegno, in ogni caso, dovrà essere stipulata a breve una specifica convenzione tra la Cassa Forense e l’Inps.

 

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Gli anni di contribuzione necessari

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense ha poi stabilito che la quota di pensione a suo carico viene calcolata con il più conveniente sistema retributivo per chi ha già maturato almeno 33 anni di contribuzioni nel biennio 2017-2018, 34 anni dal 2019 al 2020 e almeno 35 anni a partire dal 2021. I professionisti che non raggiungono queste soglie, che vanno calcolate sommando i periodi presenti in ogni gestione, dovranno invece accontentarsi del regime contributivo.

Per quanto riguarda invece il calcolo della quota Inps della pensione, vanno considerate le sole contribuzioni presenti nelle gestioni facenti capo all’Istituto.

Il nuovo cumulo gratuito

Ricordiamo che il cumulo gratuito permette da quest’anno a tutti i professionisti dalle carriere discontinue di sommare i periodi assicurativi non coincidenti senza alcun costo aggiuntivo. In sostanza non solo gli avvocati, ma tutti i lavoratori autonomi che hanno maturato contributi presso casse differenti da quella principale Inps potranno usufruire della misura per andare in pensione più facilmente.

Il problema principale, come si è visto, risultava dal fatto che spesso le casse professionali hanno requisiti più severi per la maturazione della pensione di vecchiaia rispetto all’Inps: con la circolare n. 140/2017, l’Istituto ha risolto la questione stabilendo che il cumulo potrà essere utilizzato subito per andare in pensione, ma l’Inps verserà da quel momento solo la parte di sua competenza. Avvocati e professionisti dovranno poi attendere che la cassa professionale eroghi la propria parte al raggiungimento dei relativi requisiti.

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