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Indice
1. La questione: vizio di motivazione
Il Tribunale di Roma rigettava un’istanza volta alla revoca della misura cautelare dell’obbligo di dimora.
Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’istante il quale, con un unico motivo, deduceva vizio di motivazione. Per supporto ai professionisti, abbiamo preparato uno strumento di agile consultazione, il “Formulario annotato del processo penale 2025”, giunto alla sua V edizione, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon.
2. La soluzione adottata dalla Cassazione
La Suprema Corte riteneva il ricorso suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni addotte dagli Ermellini nella decisione qui in esame, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale la conversione in appello del ricorso diretto per Cassazione proposto fuori dai casi consentiti è possibile a condizione che l’impugnante, per ignoranza o non corretta interpretazione delle norme processuali, abbia errato, in buona fede, nell’individuazione del mezzo di impugnazione da utilizzare, e non anche se abbia voluto deliberatamente provocare il sindacato del giudice sovraordinato con un mezzo d’impugnazione diverso da quello correttamente proponibile (Sez. 3, n. 1616 del 22/11/2023; Sez. 6, n. 1108 del 06/12/2022).
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3. Conclusioni: la conversione in appello del ricorso diretto per Cassazione fuori dai casi consentiti è ammessa solo se l’errore sul mezzo d’impugnazione è in buona fede, non se è frutto di scelta consapevole
La decisione in esame desta un certo interesse essendo ivi chiarito quando è possibile la conversione in appello del ricorso diretto per Cassazione proposto fuori dai casi consentiti.
Si afferma difatti in tale pronuncia, sulla scorta di un pregresso indirizzo interpretativo, che la conversione in appello del ricorso diretto per Cassazione, presentato quando non è ammesso, è possibile solo se l’errore dell’impugnante è stato commesso in buona fede a causa di ignoranza o errata interpretazione delle norme processuali mentre, invece, tale conversione non è consentita se chi impugna ha deliberatamente scelto un mezzo d’impugnazione sbagliato per provocare l’intervento del giudice superiore.
Tale provvedimento, quindi, deve essere preso nella dovuta considerazione ogni volta si debbano appurare la legittimità di una conversione di questo genere.
Ad ogni modo, il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, poiché prova a fare chiarezza su siffatta tematica procedurale sotto il versante giurisprudenziale, non può che essere positivo.
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