Bonus giovani 2018, arriva la norma anti-licenziamento

Bonus giovani, arriva la norma anti-licenziamento

Redazione

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Le nuove agevolazioni per le assunzioni dei giovani lavoratori che prenderanno il via dal 2018 potranno contare su specifiche norme anti-licenziamento. Lo annuncia il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, che conferma che l’obiettivo per l’anno prossimo è quello di far assumere a tempo indeterminato 300mila nuovi giovani e assicura che per le aziende sarà molto difficile aggirare le norme sulle spalle dei lavoratori. Vediamo allora nel dettaglio quali sono le misure previste.

 

Dal 2018 300mila nuovi posti di lavoro

Il Ministro Poletti ha dunque confermato l’intenzione del Governo, già annunciata dal Premier Gentiloni, di varare dal 2018 specifici sgravi fiscali per l’assunzione dei giovani. Non solo, Poletti ha aggiunto dettagli che sembrano molto incoraggianti: si prevedono realisticamente nuovi contratti a tempo indeterminato per ben 300mila nuovi lavoratori, tutti grazie alle decontribuzioni che andranno a favore delle aziende che investiranno sui giovani.

Dal 30 agosto ripartiranno i vari tavoli con i sindacati per la definizione di tutti i dettagli, oltre che per la discussione sull’Ape sociale e l’Ape volontaria. Nel frattempo però, come accennato, Poletti assicura tutti che il bonus giovani 2018 conterrà specifiche clausole anti-licenziamento.

 

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Le norme che impediscono il licenziamento

Niente paura per lo sfruttamento dei lavoratori utilizzati solo per usufruire degli sgravi e poi lasciati a casa, dunque. E men che meno per i vecchi dipendenti licenziati per far spazio alle nuove leve. Il Ministro non è entrato nello specifico, ma ha promesso che sono allo studio norme che rendano impossibile rinunciare a un lavoratore che ha esaurito i suoi sgravi per assumerne uno con il nuovo incentivo.

Le norme anti-licenziamento, insomma, ci saranno, e saranno rivolte specificamente contro i “comportamenti furbeschi” che cercano di sfruttare le nuove norme a proprio vantaggio. Non sarà possibile, in particolare, assumere nuovi giovani “al posto di qualche lavoratore che oggi ha un posto di lavoro e deve mantenerlo”.

Come funziona il bonus giovani 2018?

Ma come funzionerà, nella pratica, il nuovo bonus giovani? Se tutto sarà confermato, alle aziende che assumeranno giovani lavoratori dovrebbe essere garantito uno sgravio dei contributi del 50% fino a un limite di 3.250 euro annui per un biennio. A questo seguirà uno sgravio contributivo fiscalizzato (ossia senza riduzione della prestazione futura) di circa il 3%.

Le nuove misure dovrebbero valere per tutti i lavoratori al di sotto dei 29 anni, poiché, come confermato da Poletti, il Governo è riuscito a ottenere per Garanzia giovani dall’Unione Europea “un innalzamento dell’età dai 25 ai 29 anni”. Le aziende non potranno inoltre usufruire di più sgravi per lo stesso dipendente, né ottenere le agevolazioni assumendo un lavoratore che è stato in forza all’azienda da più di 6 mesi.

Assegno di ricollocazione, solo 3.000 richieste

Non sembra stare funzionando, invece, il nuovo assegno di ricollocazione. Hanno richiesto la misura, che prevede lo stanziamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro a persona alle agenzie del lavoro per 6 mesi, solo 3.000 cittadini disoccupati che già percepiscono la Naspi. La causa, come spiega anche il presidente dell’Anpal Maurizio del Conte, è probabilmente da identificare nella cattiva informazione che caratterizza la nuova misura. Con l’assegno di ricollocazione infatti, al contrario di quello che molti pensano, non si perde il diritto alla Naspi: l’indennità di disoccupazione viene sospesa solo nel caso in cui il cittadino rifiuti un’offerta di lavoro congrua e adeguata.

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