Se l'avvocato collabora con il coniuge, è tenuto a pagare l'Irap
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Avvocato collabora con il coniuge, paga l’Irap

Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - VI sez. civ. - ordinanza n. 10998 dell'8 maggio 2018

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E’ tenuto a pagare l’Irap, l’avvocato che si avvale della collaborazione non occasionale del coniuge, anch’esso avvocato. Ricorre infatti in tal caso, il presupposto dell’” autonoma organizzazione”.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, con ordinanza n. 10998 dell’8 maggio 2018, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la pronuncia con cui la Ctr Emilia Romagna aveva ritenuto insussistente, nel caso esaminato, il requisito dell’”autonoma organizzazione” ai fini Irap, benché il contribuente – lamentava l’Amministrazione finanziaria – esercente la professione di avvocato,  si fosse avvalso del lavoro altrui (specie del coniuge) nella forma di collaborazioni non occasionali, per prestazioni afferenti l’esercizio della sua attività.

Collaborazione di altro professionista, è “autonoma organizzazione”

La Suprema Corte, al contrario, chiarisce che in tema di Irap, il presupposto dell’autonoma organizzazione di cui all’art. 2 D.Lgs. 446/1997 ricorre quando il professionista responsabile dell’organizzazione si avvalga, pur senza un formale rapporto di associazione, della collaborazione di un altro professionista (qui per l’appunto, il coniuge), stante il presumibile intento di giovarsi delle reciproche competenze, ovvero della sostituibilità nell’espletamento di alcune incombenze, sì da potersi ritenere che il reddito prodotto non sia frutto esclusivamente della professionalità di ciascun componente dello studio. In tal senso si era già espressa la medesima Corte, con sue precedenti ordinanze n. 1136/2017 e n. 1820/2017.

Ora nel caso de quo, concludono gli Ermellini, la collaborazione non occasionale del coniuge, anch’esso avvocato – tra l’altro desumibile dai non trascurabili compensi in favore di quest’ultimo – era volta ad aumentare le capacità professionali del contribuente, per prestazioni relative alla medesima attività, attesa la sistematicità del rapporto di collaborazione, a nulla rilevando il mancato impiego di personale dipendente.

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