Assegni familiari, quanto spetta ogni mese?

di Redazione
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Gli assegni familiari di quest’anno hanno preso il via il 1° luglio e saranno validi fino al 30 giugno 2018. Quanto spetta ogni mese ai cittadini che hanno fatto domanda, e come viene erogata la prestazione? E quali sono i criteri che determinano per il 2017 un assegno più alto o più basso? Vediamo di fare chiarezza e stabilire nel dettaglio a che tipo di aiuto economico ha diritto ogni famiglia, con l’aiuto delle tabelle ufficiali dell’Inps 2017-2018.

Per approfondire leggi anche “Le tutele legali nelle crisi di famiglia” di Michele Angelo Lupoi 

Fino a 137 euro al mese per chi ha un solo figlio minore

La circolare Inps n. 87/2017 ha stabilito tutti gli importi che spettano ogni mese a ciascuna famiglia a seconda della fascia di reddito di appartenenza e alla composizione del nucleo familiare. L’assegno massimo che spetta a una famiglia di tre persone con un solo figlio minore è di 137,50 euro al mese.

Si tratta della somma che viene corrisposta alle famiglie che hanno un reddito complessivo annuale pari o inferiore a 14.383,37 euro, e che quindi si trovano in una condizione di povertà e di emergenza. Entro le stesse soglie di reddito, l’ammontare degli assegni familiari aumenta a seconda del numero dei figli: se i figli sono due, ad esempio, l’importo sale a 258,33 euro mensili. Per capire quale somma spetta a ogni famiglia, è necessario scorrere la tabella in allegato e trovare la propria posizione di reddito e composizione del nucleo familiare.

Gli importi per le famiglie con un solo genitore e con figli inabili

Gli assegni familiari spettanti alle famiglie con un solo genitore sono molto simili a quelle in cui sono presenti sia il padre che la madre, con la differenza che ovviamente è più facile per le prime rientrare nelle categorie di reddito previste dato che a lavorare è un solo componente del nucleo familiare.

Alle famiglie monogenitoriali con un solo figlio che rientrano nella fascia di reddito più bassa spetta dunque un assegno di 137,50 euro al mese, che diventano 258,33 euro se i figli sono due. Più consistenti, invece, le somme assegnate alle famiglie con un solo genitore e almeno tre figli: si parte dai 458,33 euro al mese, una cifra più alta rispetto a quelle previste per famiglie con entrambi i genitori.

Più alti ancora sono gli importi che spettano alle famiglie in cui sia presente un figlio inabile, anche se maggiorenne. Per i nuclei familiari di tre persone la somma mensile è pari a un massimo di 168,33 euro, mentre per le famiglie di quattro persone si arriva a 326,67 euro. Inoltre, è importante notare che in questo caso le soglie di reddito richieste sono molto più elevate: 25.660 euro annui per entrare nella fascia minima che assicura gli aiuti più consistenti.

Come vengono versati gli assegni familiari?

Ma come vengono corrisposti ogni mese gli assegni familiari alle famiglie che beneficiano della misura?

Nella maggior parte dei casi, è il datore di lavoro che anticipa direttamente in busta paga l’importo dell’assegno. In alcuni casi specifici, però, è la stessa Inps a versare le somme tramite bonifico bancario o postale. Gli assegni familiari, ricordiamo, coprono sempre il periodo che va dal 1° luglio di un dato anno al 30 giugno dell’anno successivo, e vanno quindi richiesti ogni estate. Il reddito di cui si tiene conto per l’erogazione degli assegni corrisponde alla somma dei redditi del richiedente e di quelli degli altri componenti della sua famiglia nell’anno solare precedente il 1° luglio.

È importante notare che qualsiasi variazione nel reddito o nella composizione del nucleo familiare, che potrebbe quindi cambiare l’importo dell’assegno, va comunicata entro 30 giorni al datore di lavoro o all’Inps.

Quali familiari hanno diritto agli assegni?

Ricordiamo infine che l’Inps stabilisce in maniera molto precisa quali componenti del nucleo familiare hanno diritto agli assegni mensili ogni anno. Essi sono:

  • i lavoratori e i titolari di pensione;
  • i coniugi non legalmente o effettivamente separati;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età compresa tra i 18 e 21 anni, se facenti parte di nuclei familiari con almeno 4 figli;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti dei richiedenti, minori o maggiorenni inabili, nel caso in cui siano orfani e non coniugati;
  • i nipoti di età inferiore ai 18 anni, viventi a carico dell’ascendente.

Per tutti i componenti del nucleo familiare, il diritto agli assegni può decadere nel caso in cui le condizioni vengano a mancare, ad esempio nel caso di divorzio.

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