Antiriciclaggio negli studi professionali, analizzati gli adempimenti formali nel Documento IRDCEC

Antiriciclaggio negli studi professionali, analizzati gli adempimenti formali nel Documento IRDCEC

Redazione

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L’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti (IRDCEC), nel documento n. 19 pubblicato il 4 giugno sul rispettivo portale, ha predisposto una check list per la verifica dell’adozione delle misure di legge in tema di antiriciclaggio negli studi professionali. Il documento, analizza :

a) le attività preliminari di verifica connesse agli obblighi del professionista, dipendenti e dei collaboratori;

b) l’adeguata verifica della clientela;

c) la conservazione e la registrazione dei dati;

d) a formazione dei dipendenti e dei collaboratori;

e) la segnalazione di operazioni sospette;

f) le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore.

La stesura del documento si è resa necessaria soprattutto per evitare l’applicazione di pesanti sanzioni, conseguenti al riscontro di violazione in merito al corretto adempimento della normativa antiriciclaggio di cui al D.Lgs. 231/2007 e delle dalle istruzioni fornite dalla Guardia di finanza che, nel mese di marzo dello scorso anno, ha emanato una ponderosa circolare sull’argomento (la n. 83607 del 19 marzo 2012), accompagnata da una serie di allegati In particolare si evidenzia che la verifica dei controlli preliminari è volta alla legittimazione all’esercizio dell’attività da parte del professionista (iscrizione in albi/registri), struttura organizzativa dello studio professionale, avendo riguardo all’eventuale esistenza di altre sedi in cui vengano svolte le attività istituzionali, delega interna di compiti e responsabilità ai fini della normativa antiriciclaggio. In ordine a quest’ultimo punto viene chiarito che i controlli preliminari mirano ad appurare che sia stato identificato il personale formalmente delegato all’assolvimento degli obblighi antiriciclaggio (adeguata verifica della clientela, registrazione e conservazione dei dati, segnalazioni delle operazioni sospette) e, in tal caso a verificare l’esistenza di particolari incarichi conferiti al professionista ai dipendenti/collaboratori.

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