Addebito della separazione per tradimento se il coniuge scopre che l’altro ha una relazione on line

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Esistono diversi modi per tradire il partner.

In tempi come i nostri caratterizzati dalla costante e quotidiana presenza di Internet nelle sue diverse forme, il classico rapporto fisico con una terza persona è stato quasi soppiantato dal “fedifrago internettiano”, che corrisponde alla persona che che tenta l’approccio via chat e, quando lo trova, inizia una relazione su Facebook, su Instagram oppure attraverso WhatsApp, Telegram e altri servizi di messaggistica, con scambio di conversazioni e di immagini di elevato contenuto erotico.

A questo proposito ci si chiede che cosa dica la legge sull’infedeltà online virtuale.

Quello che fa più male in un rapporto di coppia è caratterizzato dal fatto che spesso si perde la fiducia nell’altro.

Per questo, non sfiorare un amante neanche con un dito ma instaurare con lui o con lei un rapporto parallelo, di nascosto dal coniuge o dal compagno, fondato sull’intimità che dovrebbe essere riservata in esclusiva alla persona con la quale si convive, viene considerato un comportamento infedele allo stesso modo di andarci a letto, non esclusivamente per il partner, ma anche per la legge.

In questa sede scriveremo che cosa è previsto per i casi di infedeltà online virtuale.

Il rapporto virtuale viene considerato un tradimento?

Esiste una linea molto sottile che separa un rapporto di pura confidenza con uno di infedeltà online di carattere virtuale.

Scriviamo di seguito qualcosa che identifichi simili situazioni.

Due persone sposate o conviventi con i rispettivi compagni si incontrano su Facebook, si scrivono in modo sempre più frequente ed entrano in confidenza.

Si iniziano a raccontare le loro vite, i momenti felici ma anche quelli meno felici, comprese le loro frustrazioni e le loro aspirazioni.

I due si accorgono che in questo spazio virtuale si trovano bene e iniziano a volersi bene dicendoselo senza utilizzare mezze parole, anche se non si scambiano delle foto o dei video.

A questo proposito, ci si chiede se la legge lo consideri un’infedeltà, oppure per parlare di tradimento sia necessario che queste due persone passino il confine del pudore e si mandino reciprocamente foto o video spinti, che manifestino il loro desiderio di incontrarsi, nel senso più completo che possa avere la parola.

Entrare nell’intimità delle persone non è un’impresa facile, come non lo è capire con quali intenzioni un uomo si confida con una donna o una donna dice a un uomo che gli vuole bene.

Per potere stabilire se un rapporto di amicizia sia andato oltre il consentito, si dovrà vedere il modo nel quale sono state condotte le conversazioni, i toni utilizzati, la possibile esistenza di un coinvolgimento sentimentale.

A quel punto la legge parla di infedeltà online virtuale, vale a dire, di tradimento.

Esiste anche un altro aspetto che non deve essere tralasciato, ed è che un giudice potrebbe chiedere alle due persone coinvolte in questa vicenda:

“A sua moglie oppure al suo compagno farebbe piacere leggere quello che vi siete scritti?

“Farebbe leggere loro queste conversazioni?”

Se la risposta dovesse essere “no”, sembra evidente che si configuri un tradimento.

Di sicuro c’è chi se la prende anche se qualcuno scrive “guarda, hai visto che bella donna?”.

Ma anche qui, dipende da altre parole, non fa testo quanto si parli oppure si frequenti una persona in chat, ma il tono delle conversazioni che i due intrattengono.

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Che cosa comporta il tradimento?

A parte la riprovazione, delusione e a volte vendetta di chi vine tradito, ci si chiede che cosa comporti il tradimento dal punto di vista legale.

Quando si realizza con sicurezza che il partner ha una relazione con qualcuno o con qualcuna, la legge è molto diretta e sostiene che il traditore avrà l’addebito per la separazione.

Lo stesso dovrebbe succedere quando il comportamento, nel luogo nel quale abita la coppia, possa causare offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge.

Questo significa che viene punito anche l’adulterio apparente, vale a dire, quello che fa pensare ai vicini anzi che ai colleghi oppure agli amici del partner che c’è una relazione clandestina in corso.

Quando si parla di “punizione”, non si parla di sanzioni civili o penali, perché in simili casi, il diritto di famiglia non le prevede.

Si parla di addebito della separazione.

Il fedifrago non potrà chiedere l’assegno di mantenimento neanche se fosse ridotto in miseria e non avrà diritti sull’eredità dell’ex se il partner dovesse morire prima di lui.

Che cosa comporta l’infedeltà virtuale?

Quello che abbiamo appena scritto sull’addebito della separazione non è sempre previsto anche in caso di infedeltà online virtuale.

L’addebito si avrà quando il tradimento via Internet sia stato il reale motivo della fine del matrimonio.

Se anziché essere il motivo che ha scatenato il fallimento ne sia una conseguenza, vale a dire, se il rapporto non andava bene e si sarebbe concluso lo stesso, anche senza il rapporto virtuale di uno dei due, non ci sarà l’addebito automatico al fedifrago.

Potrebbe accadere quando la moglie trova il marito a letto con un’altra e, per vendetta, ripaga il coniuge con la stessa moneta.

Oppure quando una donna non considerata e vessata in pubblico dal marito, trova in un altro uomo la felicità perduta con lo stesso.

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, mancare ai doveri coniugali iniziando una relazione via chat non basta, è necessario provare che quelle conversazioni, anche spinte, sono state il reale motivo della fine del matrimonio (Cass. sent. n. 14414/2016).

Può anche accadere che la moglie, quando è sicura che il marito abbia una relazione con un’altra donna via chat, faccia i bagagli e se ne vada via di casa.

Secondo una sentenza della Corte d’Appello di Catania, la separazione  non verrà addebitata a lei per abbandono del tetto coniugale.

I giudici ritengono che ci siano gli elementi per pensare che il marito abbia dimostrato in quel modo una forma di disinteresse verso la moglie che, vista la situazione, è legittimata a lasciarlo (C. App. Catania sent. del 30/03/2015).

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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