Le colpe dei figli adolescenti devono ricadere sui padri e sulle madri, fino a schiacciare il portafoglio dei genitori sotto il peso di maxi-risarcimenti civili? Sì, perché le sopraffazioni sessuali compiute dai loro figli sulle ragazze testimoniano che i genitori non hanno trasmesso quella «educazione dei sentimenti e delle emozioni che consente di entrare in relazione non solo corporea con l’altro»; e non hanno badato a che «il processo di crescita» dei loro figli «avvenisse nel segno del rispetto dei sentimenti, dei desideri e del corpo dell’altra/o». E’ quanto ha stabilito il Tribunale di Milano, 16 dicembre 2009; aderendo all’indirizzo prevalente della Cassazione in tema di responsabilità genitoriale per le ragioni indicate, nel caso di specie, tenendo conto dell’età dei minori coinvolti e la natura degli illeciti commessi, deve farsi riferimento non alla culpa in vigilando, ma a quella in educando, e quindi è sul significato dell’educazione che occorre soffermarsi, considerando che “educazione” è concetto che va riempito di contenuti che certamente variano nel tempo. Condanna quindi dei genitori degli adolescenti a versare quasi 450.000 euro di risarcimento; e, tra i genitori dei figli violentatori, a pagare dovranno essere pure i padri separati, perché «il legislatore riconosce al coniuge non affidatario non solo il diritto, ma anche il dovere di vigilare sull’educazione del figlio.
Illeciti familiar-esogeni
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